Scuola di nuovo al centro del dibattito. Anzi della bufera. Perché ci hanno messo poco le dichiarazioni del ministero dell’Istruzione a scatenare una nuova polemica. E perché tra gli alunni e il ritorno ai banchi e alle lezioni in presenza ci sono di mezzo le elezioni.

Proprio ieri il ministero aveva proposto l’avvio delle lezioni del nuovo anno scolastico il 14 settembre – il giorno prima aveva smentito indiscrezioni sul 23 settembre. Il dicastero aveva precisato che “il Decreto Scuola, recentemente convertito in legge, stabilisce che dal primo di settembre le scuole potranno riaprire per le attività legate al recupero degli apprendimenti. Per quanto riguarda invece l’inizio ufficiale delle lezioni, come già specificato nella giornata di ieri, la decisione dovrà essere presa insieme alle Regioni, a cui sarà proposta la data di lunedì 14 settembre, con l’obiettivo di tornare alla piena normalità scolastica il prima possibile”.

Il punto è che proprio in quei giorni è previsto un altro ritorno: alle urne. Che vedranno protagonisti proprio le Regioni, i Comuni e il Parlamento con il referendum sul taglio dei seggi. E la data per il voto circolata nelle ultime settimane, e caldeggiata dall’esecutivo, era quella del 20 e 21 settembre. In quei giorni la scuola dovrebbe quindi ospitare le elezioni e quindi sottoporsi ad aperture, sanificazioni e riaperture tra primi turni e ballottaggi.

Le critiche a questa decisione non si sono fatte attendere. Tra i più tempestivi il governatore della Liguria, Giovanni Toti, che su Facebook ha scritto: “Il Governo proporrà alle Regioni di far cominciare le scuole il 14 settembre. Poi, siccome il Governo non parla con se stesso, proporrà di richiuderle 3 giorni dopo per le elezioni il 20 Settembre. E poi, di riaprirle dopo 2 giorni di seggi, uno di spoglio delle schede e non so quanti di santificazione, comunque almeno 5 giorni in totale. Ma attenti, non è finita: nei Comuni dove si andrà al ballottaggio dopo neppure una settimana di lezioni le aule chiuderanno ancora per altri 4 o 5 giorni! Ma ci sono o ci fanno? Io propongo di riaprire subito la scuola per mandarci il Governo: serve un corso intensivo di buonsenso. Per ora direi… bocciati, senza aspettare settembre!”