Ho sentito centinaia di volte, centinaia di politici, inquisiti, ripetere la stessa frase: «Ho piena fiducia nella magistratura». Beh, spero di non doverla più sentire. È una frase insensata. Insensata da sempre, secondo me; sicuramente da quando è scoppiato il caso Palamara e ancor più sicuramente ora che si è saputo che la sentenza di condanna di Silvio Berlusconi del 2013 era una sentenza sbagliata e forse pilotata.
Perché mai qualcuno dovrebbe avere piena fiducia nella magistratura organizzata per correnti, dove i Procuratori sono scelti non per meriti ma per appartenenza a correnti e camarille, dove il potere dei Pm sui magistrati giudicanti è quasi assoluto, dove le sentenze rispondono a criteri lontanissimi da quello dell’accertamento della verità. Perché qualcuno dovrebbe avere fiducia in una magistratura che funziona così? Al massimo una persona inquisita potrebbe dichiarare: «Ho una certa speranza di capitare nelle mani di qualche giudice onesto». Esistono i giudici onesti, non c’è dubbio.

Persino esistono i Pm onesti. Purtroppo non sono tantissimi, e auguro a chiunque dovesse finire sotto processo (compreso me stesso che son stato processato e lo sarò di nuovo almeno altre tre volte su querela di magistrati famosi) di trovare uno di questi giudici o Pm. Mi ricordo quella famosa frase pronunciata da Enzo Tortora a conclusione del processo d’appello contro di lui. Disse, rivolto alla Corte: «Io sono innocente, spero dal profondo del cuore che lo siate anche voi». Ebbe fortuna, Tortora: i giudici erano innocenti e non avevano niente a che fare coi giudici istruttori e i Pm che lo avevano perseguitato (non perseguito: perseguitato). Fu assolto.

Ieri sera l’Anm ha diffuso un comunicato di attacco frontale alla stampa indipendente. In particolare, credo, al Riformista. Non ha importanza se l’Anm è una associazione, probabilmente illegale, che riunisce correnti e gruppi di potere che, violando tutti i giorni la Costituzione, si spartiscono Procure e Tribunali. Voglio rispondere lo stesso a questo comunicato. Prima accusa dell’Anm: «Utilizzo della registrazione delle presunte dichiarazioni di un ex magistrato nel frattempo deceduto». Viene un po’ da ridere. L’Anm, che è l’associazione dei magistrati che da trent’anni, in modo illegale, distribuiscono brandelli di intercettazioni ai giornalisti, impedendo qualunque verifica, spiegazione, interpretazione, risposta, si indigna perché vengono pubblicate – legittimissimamente – le registrazioni di un colloquio tra un ex imputato e un giudice indignato. Bisogna veramente avere la faccia come…beh, lasciamo stare.

Seconda accusa: «Alterando evidenti dati di realtà (la prescrizione era imminente, dal che l’assegnazione del processo alla sezione feriale)». Innanzitutto è una pura menzogna. La prescrizione sarebbe scattata dopo 55 giorni per una parte del reato e dopo un anno e 55 giorni per un’altra parte. Si poteva tranquillamente aspettare settembre. L’Anm dà nel suo comunicato una notizia non vera. Forse perché sono ignoranti, forse perché vogliono esserlo. Non è una bella cosa.  In secondo luogo vorrei capire questo: se c’è una prescrizione imminente lo Stato di Diritto suggerisce il processo sommario? Il principio “pro reo”, che vige da un po’ meno di 2500 anni, è scomparso da quando esistono le correnti nella magistratura?

Terza accusa: «Si attribuisce alla Corte di Cassazione e alla Magistratura intera un preordinato disegno di persecuzione di un imputato». Falso. È evidente che il disegno di persecuzione viene attribuito a un pezzetto di magistratura. E a un pezzetto della Cassazione. Tanto è vero che si protesta per l’assegnazione del processo a una sezione non competente. Tutti immaginano che se fosse stata assegnata a una sezione competente, cioè al giudice naturale, la sentenza sarebbe stata di assoluzione. La sentenza della Cassazione è arrivata due mesi e mezzo dopo la sentenza di appello. Questo tempo è in media con i tempi delle sentenze di Cassazione? Di solito passano meno di due mesi tra appello e Cassazione?

Poi ci sono altre due contestazioni, nel comunicato dei Pm. La prima è la condanna dell’attacco «violento e irresponsabile alla Suprema Corte di Cassazione, pilastro della giurisdizione della Repubblica». Il secondo è la negazione di un collegamento tra questo caso e il caso Palamara che – secondo l’Anm – riguarderebbe solo le relazioni improprie tra pochi magistrati e politica. E così apprendiamo che dire «apriremo il Parlamento come una scatola di tonno» non è una cosa grave, perché il Parlamento non è un pilastro della Repubblica ma anzi – come pensa, credo, l’ex capo Anm Davigo, una accolita di ladri che l’hanno fatta franca. La Cassazione invece è incriticabile. Come era anche il governo ai tempi di Mussolini. E quindi immaginiamo, è stato molto grave, appena un anno fa, chiedere le dimissioni del Procuratore generale coinvolto – appunto – nel caso Palamara. Fu un atto eversivo, se capisco bene.

E apprendiamo anche che il caso Palamara è importante solo perché qualcuno aveva parlato con Lotti, mentre il fatto, per esempio, che si barattassero le nomine dei Procuratori e che Pm e giudici – magari nello stesso processo – andassero a cena insieme, è un fatto di nessuna rilevanza. Gran parte del comunicato dell’Anm sembra copiato dall’articolo pubblicato dal Fatto online, che interviene giustamente a difesa del suo editorialista, cioè del giudice Esposito (non ci credete? Beh, invece è così: il giudice che ha condannato Berlusconi è un editorialista del Fatto Quotidiano. Una roba tipo Corea del Nord…).