La notizia è arrivata mercoledì dall’Agenzia spaziale europea (ESA) che ha reso pubbliche le foto del distaccamento dell’iceberg più grande al mondo. L’ESA ha affermato che l’iceberg è stato individuato per la prima volta da Keith Makinson, un oceanografo polare del British Antarctic Survey la scorsa settimana e successivamente è stato confermato dal National Ice Center degli Stati Uniti utilizzando le immagini del satellite Copernicus Sentinel-1.

Il gigantesco blocco di ghiaccio si è distaccato dal lato occidentale della piattaforma di ghiaccio Ronne nel mare di Weddell in Antartide. L’iceberg è stato nominato A-76, è lungo circa 170 chilometri e largo 25. Queste dimensioni, come ha dichiarato l’ESA, lo rendono leggermente più grande dell’isola spagnola di Maiorca, in quanto ricopre una superfice di 4.320 chilometri quadrati.

Anche questa volta, come è successo nel mese di marzo quando un altro iceberg noto come A-74 si è distaccato dalla piattaforma del Brunt, non è colpa dei cambiamenti climatici. Il distaccamento è un processo del tutto naturale: succede quando una piattaforma di ghiaccio, per restare in equilibrio, perde una sua parte in modo tale da bilanciare l’accumulo di massa dalle nevicate. E così si forma l’iceber.

Che una volta sciolto, non porterà ad un innalzamento del livello del mare, spiega la Cnn, in quanto già faceva parte di una piattaforma di ghiaccio galleggiante. Proprio come un cubetto di ghiaccio che si scioglie in un bicchiere non provoca nessun aumento “pericoloso” della bevanda. Per dare un’idea più familiare della grandezza dell’iceberg: è grande all’incirca quanto il Molise.

Laureata in relazioni internazionali e politica globale al The American University of Rome nel 2018 con un master in Sistemi e tecnologie Elettroniche per la sicurezza la difesa e l'intelligence all'Università degli studi di roma "Tor Vergata". Appassionata di politica internazionale e tecnologia