Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha chiesto al governo tedesco di di dissociarsi dalla “vergognosa” posizione espressa da ‘Die Welt’, il quotidiano teutonico che senza mezzi termini in un articolo comparso anche nell’edizione web ha scritto che “in Italia la mafia aspetta soltanto una nuova pioggia di soldi da Bruxelles”. Un riferimento alle richieste del governo di Giuseppe Conte di creare i cosiddetti Coronabond per fare fronte alle conseguenze economiche dell’epidemia di Covid-19.

Ma la presa di posizione dell’ex capo politico del Movimento 5 Stelle potrebbe scontrarsi con qualcuno che conosce bene: il fondatore del M5S Beppe Grillo. Il comico genovese è infatti lo stesso che nel giorno dell’apertura della legislatura europea a Strasburgo del 4 luglio 2014, la prima per il Movimento 5 Stelle che finì per allearsi con lo Ukip di Nigel Farage.

In quell’occasione Beppe Grillo utilizzò parole simili a quello del quotidiano tedesco che ora Di Maio attacca. A proposito dei finanziamenti europei all’Italia il comico disse di essere venuto a Strasburgo per dire “non dateli, scompaiono tutti in tre regioni: Calabria, Sicilia e Campania, e quindi a mafia, ‘ndrangheta e camorra”.

Un sentimento anti-europeo confermato dal concordare la protesta messa in scena quel giorno da Farage e dallo Ukip, che voltarono le spalle mentre l’Orchestra Sinfonica di Strasburgo suonava l’Inno di Gioia. Per Grillo infatti l’inno europeo l’aveva usato “Hitler per i compleanni, l’hanno usato Mao e Smith in Rhodesia”.