Scaduto il tempo delle riflessioni: dopo la pausa presa mercoledì scorso Pedro Sánchez ha rotto quest’oggi il silenzio sulla sua posizione annunciando la sua decisione riguardo all’ipotesi di dimissioni, che non verranno rassegnate.  Un’ipotesi iniziata a valutare da quando è stata avviata un’indagine riguardante presunte pratiche di corruzione nella sfera d’affari di sua moglie. Attacchi che secondo il primo ministro spagnolo sarebbero stati “orchestrati dai media ultraconservatori e dall’opposizione di destra ed estrema destra”. “Nell’attaccare Begoña, accusata, in qualità di professoressa universitaria e di moglie del premier, di aver favorito aziende private che hanno ricevuto fondi pubblici, non mirano a nulla di illegale, lo sanno perfettamente – aveva affermato in una lettera – ma purtroppo è mia moglie, e paghiamo l’uno il prezzo dell’altra”.

La decisione, annunciata a metà mattina in un discorso ai media dal Palazzo della Moncloa a Madrid, la sua residenza ufficiale, è stata quella di proseguire a governare: “Ho deciso di proseguire con forza la guida del governo della Spagna, l’ho già comunicato al Re. Se possibile con più forza di prima. Se permettiamo alle fake-news di gestire il sistema politico, e imponiamo agli accusati di dover dimostrare la loro innocenza, commettiamo un danno irreparabile alla democrazia”.

Nel suo discorso, Sanchez ha chiesto alla società spagnola di tornare ad essere esempio e ispirazione per un “mondo convulso e ferito”, perché “i mali che ci affliggono non sono esclusivi della Spagna”, ma “formano parte di un movimento reazionario mondiale che aspira a imporre un’agenda regressiva mediante diffamazione e falsità, odio, paura e minacce”, e “che non corrisponde alla scienza e alla razionalità”. Concludendo col messaggio: “Mostriamo al mondo come si difende la democrazia, poniamo fine al fango mediante il rifiuto collettivo sereno e democratico, oltre le sigle e le ideologie”

Nei cinque giorni di riflessione che sono serviti al premier, 52 anni, in carica dal 2018 e confermato solamente lo scorso novembre, per prendere la decisione circa il suo futuro, è arrivata anche la notizia della richiesta dell’archiviazione delle indagini.

Redazione

Autore