Plastiche Bio prodotte dagli scarti della lavorazione della birra a Roccavaldina, provincia di Messina, Sicilia profonda. Nuove forme di design innestate su una tradizione secolare di lavorazione del pizzo, il pizzo a tombolo, a Mirabella Imbaccari, provincia di Catania, luogo di emigrazione, Sicilia ancora più profonda. Avvio della fine della stagione delle baraccopoli post terremoto a Messina – proprio quel terremoto, quello del 1908 – consentendo ai baraccati di una di quelle storiche, Fondo Saccà, di scegliere e, in molti casi, di comprare una casa, anziché finire in un quartiere ghetto di case popolari. Sono solo alcune delle cose che una piccola ma molto attiva Fondazione di Comunità siciliana, la Fondazione di Comunità di Messina, ente non-profit, ha già messo o sta per mettere in campo per dimostrare, facendolo, che uno sviluppo sostenibile sul piano sociale, ambientale, educativo e umano non è solo possibile, ma è praticabile e si sta praticando. Contro le diseguaglianze e i mutamenti climatici.
In questi giorni la Fondazione di Comunità di Messina compie 10 anni e rilancia per i prossimi dieci. Dal 7 al 10 ottobre, nel corso dell’edizione 2021 dell’Horcynus Lab Festival presenterà infatti le strategie di fondo che innerveranno l’agire del suo prossimo futuro. Quello che Gaetano Giunta, il segretario Generale della Fondazione, definisce «Il Piano Strategico», che punta a spingere ancora di più il piede dell’acceleratore sull’innovazione sociale. Al centro, come è tradizione della Fondazione, ci sarà l’operare per uno sviluppo sostenibile ed equo dei territori e delle tante periferie, non solo urbane. Ma accentuando sperimentazione e innovazione e puntando sulla Bellezza (Jamal, in arabo) che nasce anche dal creare sistemi, reti, insiemi di persone, progetti, politiche virtuosi. Vale dire solidali, sostenibili, etici, green, equi. E produttivi.
L’Horcynus Lab Fest 2021, organizzato insieme alla Fondazione Horcynus Orca e all’Università di Messina, sarà itinerante fra Palazzo Biscari a Mirabella Imbaccari in provincia di Catania, il Parco Horcynus Orca di Capo Peloro a Messina, il Fondo Pia Patini a Salina: tre dei Parchi della Bellezza e della Scienza promossi dalla Fondazione, una infrastruttura educativa diffusa, che comprende sei Parchi dislocati fra le province di Messina, Catania e Reggio Calabria, alcuni già operativi, altri in progress. Luoghi in cui si uniscono riqualificazione urbana, processi educativi, economia sociale, ricerca tecnologica, energie rinnovabili, cultura, ben-essere, bellezza. Ed è proprio Bellezza, in arabo Jamal, la parola che dà il titolo alla manifestazione. Ne spiega la ragione Gaetano Giunta: «La bellezza che emerge esclusivamente da approcci dinamici, sistemici e relazionali è capace di accelerare le metamorfosi dei territori, da cui è fondamentale ripartire, e i processi di trasformazione orientati a contrastare le crescenti diseguaglianze economiche, sociali, di riconoscimento e i mutamenti climatici». Processi a tutto campo, che riguardano “il pensiero e le pratiche socioeconomiche, i sistemi di istruzione e della conoscenza, i modelli produttivi e di consumo, le politiche energetiche, le forme di governance”.
L’Horcynus Lab Fest 21 sarà scandito incontri e seminari in cui si ragionerà dunque di idee e pratiche, da realizzare o già in corso d’opera, che saranno al centro dell’agire della Fondazione nei prossimi anni, mettendo a frutto il lavoro d’avanguardia nell’ambito dello sviluppo sostenibile che la contraddistingue da sempre. In questa direzione vanno le varie sessioni del Festival, a partire, per esempio, dal workshop Intrecci Contemporanei (7 ottobre) in cui la produzione tradizionale del Pizzo a Tombolo delle signore di Mirabella Imbaccari incontrerà il design e la moda contemporanei e alcuni dei più autorevoli esperti italiani ragioneranno di come valorizzare questa tradizione in chiave moderna. In un incontro fra arte, design, impresa, artigianato e comunità locale. Così anche il workshop Giochi e materie future (8 ottobre), nel corso del quale si presenterà il progetto della “Fabbrica Olivettiana” di bioplastiche che la Fondazione sta appunto facendo partire a Roccavaldina (provincia di Messina) e dove si sperimenterà la realizzazione di bioplastiche dalle trebbie di scarto della produzione della birra del Birrificio Messina, workers buy out di successo nato con il supporto della Fondazione. E il clou dell’ 8 ottobre sarà la presentazione, in diretta Facebook, delle linee guida del Piano Strategico della Fondazione di Comunità di Messina e l’assegnazione del tradizionale premio Horcynus Orca a Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione Con Il Sud.

Gianfranco Martino