Il turismo italiano si presenta alla nuova stagione con una doppia esposizione: da un lato la forza di un brand-Paese che continua a mantenere alta la domanda internazionale, dall’altro un contesto più instabile, segnato da tensioni geopolitiche, rincari energetici, pressione sui trasporti e consumatori più prudenti. Il punto non è il venir meno dell’attrattività, ma il cambio di scenario economico in cui il comparto si muove. Dopo la ripartenza, il settore entra ora in una fase più selettiva, dove competitività e capacità di adattamento pesano quanto i flussi. È dentro questa cornice che Gianluca Caramanna, deputato di Fratelli d’Italia e responsabile turismo del partito, legge i mesi decisivi che portano all’estate.

I dati di primavera, spiega, restano incoraggianti e confermano una domanda che non arretra: «Lo abbiamo già visto con aprile e anche le previsioni per maggio sono positive». Alcuni indicatori segnano persino risultati superiori allo scorso anno, ma il punto di attenzione si sposta sulla dinamica delle prenotazioni estive, oggi più lente e più sensibili all’incertezza. Non necessariamente un segnale negativo, quanto piuttosto la fotografia di un mercato che cambia comportamento. «Sono convinto che si riprenderanno anche perché molte persone stanno prenotando sotto data, quindi con il last minute». Per Caramanna, il nodo non è soltanto difendere i volumi, ma ripensare la composizione stessa della crescita. Alla domanda su quale sia oggi la priorità per il comparto, la risposta è chiara: «La vera sfida per il settore del turismo oggi è quella di diversificare i flussi turistici», osserva, indicando come priorità strategica l’allargamento dei mercati di riferimento, con particolare attenzione a nuove fasce europee come Polonia, Repubblica Ceca e Nord Europa. Accanto a questo, resta decisivo il tema della competitività dell’offerta. «Io credo che ancora oggi il punto centrale sia quello della qualità dei servizi, che è il motivo per cui l’Italia ancora vince nel Mediterraneo con altri Paesi concorrenti». Per questo, aggiunge, sarà necessario lavorare soprattutto su «formazione e digitalizzazione della nostra offerta».

Sul dossier trasporti e del caro carburanti, uno dei più sensibili per l’estate 2026, anche dopo il confronto europeo di Cipro, la linea è quella della cautela più che dell’allarme. Il Ministero, assicura, segue costantemente l’evoluzione della situazione sia sul piano geopolitico sia su quello turistico, mentre le compagnie aeree continuano a garantire i collegamenti verso l’Italia. «Quello che dovremo monitorare sarà l’effettivo andamento dei prezzi dei voli: ciò che più ci preoccupa potrà essere il prezzo, ma non la chiusura o la cancellazione di alcune rotte».
Più che una semplice campagna di promozione, la partita si sposta così sulla capacità di trasformare il turismo in una leva più ampia di crescita economica, redistribuendo flussi, creando valore nei territori meno saturi e rafforzando la competitività complessiva del sistema Italia.

Beatrice Telesio di Toritto

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