La distribuzione delle risorse innanzitutto. Il vero nodo del problema, a sentire avvocati e magistrati, è qui. Il Tribunale di Napoli nord abbraccia un territorio di 990mila abitanti, è per grandezza il quinto Tribunale d’Italia ma, mentre la media nazionale è di un giudice ogni 7mila abitanti, qui se ne conta uno ogni 11.813, 86 magistrati in tutto. Basti pensare che a Napoli, su una popolazione di un milione e 300mila abitanti, ci sono 113 magistrati. Quanto al personale amministrativo, c’è un assistente al servizio di ogni cinque magistrati. E a breve ci sarà un’emergenza nell’emergenza: «È nell’aria l’immissione fuori ruolo di due magistrati, uno del settore civile e uno dell’ufficio Gip» avverte la presidente dei gip di Napoli nord, Antonella Terzi, elencando la mole di lavoro che diventerà ancora più insostenibile, con mille processi per ogni giudice, 10mila procedimenti a carico di noti e 50mila a carico di ignoti.

«Di questo passo – aggiunge – non potremo che lavorare sulle urgenze. Qui ognuno di noi si rimbocca le maniche anche con soluzioni fai da te per rimediare a una mancanza di risorse eccezionale – afferma Ida Ponticelli, componente della giunta distrettuale dell’Anm di Napoli e magistrato in servizio al Tribunale di Napoli nord – Non si può pensare di alzare la produttività e ridurre i tempi dei processi soltanto con l’ufficio del processo sbandierato come panacea di tutti i mali. Serve un serio progetto di revisione della pianta organica. Il fallimento di questo ufficio è un prezzo che nessuno di noi può pagare».

«Il Ministero non può alleggerirsi la coscienza con l’ufficio del processo. Non bisogna dimenticare che il nuovo personale va formato, il rimedio quindi non è risolutivo – precisa Livia De Gennaro, presidente dell’Anm di Napoli – Le piante organiche sono il vero problema perché c’è una grande disomogenità tra il numero di amministrativi e magistrati e il bacino di utenza che è molto ampio».

Rafforza il concetto Pasquale Ucci, presidente della sottosezione Anm di Napoli nord: «Le piante organiche si possono modificare, non sono immutabili come il Santo Graal». «Il Ministero deve trovare soluzione – aggiunge Maria Antonietta Troncone, da due mesi capo della Procura di Napoli nord, puntando l’attenzione su uno dei paradossi – Senza revisione delle piante organiche non possiamo usufruire di immissione di nuovo personale, mentre in altre sedi giudiziari con piante organiche più adeguate hanno ricevuto più unità».

Altro problema, la polizia giudiziaria: «A Napoli nord sono in servizio 26 uomini a fronte di 990mila abitanti mentre a Napoli se ne contano 337 a fronte di un milione e 300mila abitanti», aggiunge la procuratrice Troncone. Di qui l’appello al ministro della Giustizia Marta Cartabia: «Se c’è la volontà proceda con atti mirati – conclude – per portare l’ufficio in condizioni di normalità».

All’incontro è presente il vice capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia, Guido Romano: «Sono qui in ascolto, in questo momento non posso promettere nulla se non la doverosa attenzione del Ministero alla situazione del Tribunale di Napoli nord» afferma, snocciolando dati che descrivono un quadro meno allarmante ma semplicemente perché basati su scoperture in organico non parametrate anche al bacino di utenza di ciascun ufficio. Severa la replica degli avvocati. «Dopo otto anni dispiace che siamo ancora nella fase dell’ascolto», sottolineano il presidente della Camera penale di Napoli nord Felice Belluomo, e il presidente della Camera civile di Aversa, Carlo Palmieri. «A giugno abbiamo consegnato al ministro Cartabia un libro bianco con tutte le criticità di questo Tribunale – spiega Belluomo – Ora è il momento di un tavolo tecnico permanente e di una conferenza di servizi dandoci appuntamento fra sei mesi per fare il punto della situazione. Da questo storico palazzo aversano partirono i primi normanni d’Europa, ora insieme facciamo noi una crociata per la giustizia».

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).