Cambi di direzione e proteste in vista dell'arrivo del magnate greco
Tutti in fuga da Repubblica, l’addio del direttore Orfeo che passa ai giornali di Del Vecchio e di “deLirio” Abbate che sposa il Giornale
Redazione in agitazione quella di Repubblica dopo il doppio addio arrivato nel giro di poche ore e a pochi giorni dall’insediamento del nuovo editore, il magnate greco Theo Kiriakou. Saluta prima il giornalista Lirio Abbate, ex direttore de L’Espresso, poi nella mattinata di giovedì 9 luglio arriva l’ufficialità del direttore Mario Orfeo che lascia dopo circa due anni la guida del giornale fondato da Eugenio Scalfari e passa a QN Media, gruppo editoriale rilevato recentemente da Leonardo Maria Del Vecchio dove ricoprirà, a partire dal prossimo 9 settembre, il ruolo di direttore editoriale.
Un terremoto probabilmente annunciato quello avvenuto nella redazione dello storico quotidiano romano dopo il passaggio di consegne da Elkann al magnate greco. Per la successione i nomi caldi sono quelli interni di Carlo Bonini e Stefano Cappellini. La decisione, stando a quanto trapela in seguito all’assemblea di redazione iniziata nel pomeriggio, sarebbe dovuta a causa di tagli al budget e un piano di prepensionamenti all’orizzonte. Orfeo resterà alla guida di Repubblica fino alla nomina di un successore.
Orfeo sarà dunque direttore Editoriale di QN Media, il gruppo che detiene i quotidiani Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e QN. Nel nuovo ruolo “Mario Orfeo affiancherà l’editore, Leonardo Maria Del Vecchio, e l’amministratore delegato, nel percorso di crescita del gruppo, con una funzione di indirizzo e di coordinamento della strategia editoriale e dei nuovi progetti di sviluppo” si legge in una nota. Agnese Pini resterà direttrice responsabile delle testate del gruppo e contribuirà all’ambizioso progetto di rilancio del nuovo QN targato Leonardo Maria Del Vecchio che punta a ridisegnare il posizionamento dell’intero gruppo editoriale a partire dal nuovo QN, in arrivo il prossimo autunno, che “evolvera’ in una testata di opinione di fascia alta, autorevole, capace di parlare anche a un pubblico giovane, con un linguaggio contemporaneo”.
Pini dirigerà quindi “una testata completamente rinnovata, con una veste grafica ispirata ai principali quotidiani europei, un’impostazione orientata alla leggibilità e alla valorizzazione dei contenuti, e una piattaforma digitale riprogettata da zero insieme al prodotto cartaceo. Allo stesso tempo, la visione dell’editore si traduce in una nuova architettura del gruppo che punta a rendere ogni testata locale più identitaria e riconoscibile: Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno manterranno ciascuno il loro ruolo centrale nell’informazione regionale, rafforzando il radicamento nei rispettivi territori. Su questa base, i quotidiani saranno parte di un ecosistema editoriale digitale progettato per intercettare nuovi pubblici e nuovi ricavi. Un modello di integrazione multimediale nel quale identità, tecnologia, prodotto e raccolta pubblicitaria andranno a ridefinirsi in un contesto unitario”.
Non di secondo piano il passaggio di Lirio Abbate in un giornale con una linea editoriale marcatamente di centrodestra. Linea che l’ex direttore de L’Espresso ha sempre combattuto nel corso della sua carriera professionale. Abbate andrà a ricoprire il ruolo di vice nel quotidiano diretto da Tommaso Cerno. Come ricorda Carmelo Caruso sul Foglio, Abbate era stato rinominato dai giornali di destra “delirio Abbate” dopo le inchieste sull’ex editore del Giornale Silvio Berlusconi, sull’attuale editore Antonio Angelucci e sui partiti di destra.
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