“Un raptus di follia, mi si è spento il cervello… ma non volevo ammazzarlo“. Prova a giustificarsi così Tony Badre, il 26enne italo-marocchino imputato, nel corso del processo in corso di svolgimento nel Tribunale di Napoli, dell’omicidio del piccolo Giuseppe Dorice, il bimbo di 7 anni ucciso di botte a Cardito, comune a nord del capoluogo partenopeo, del tentato omicidio della sorellina più grande di un anno e di maltrattamenti nei confronti dei tre figli della compagna, Valentina Casa, 31 anni.

Anche quest’ultima è imputata per comportamento omissivo perché – secondo l’ipotesi accusatoria – “non interveniva a fermare la furia omicida del compagno, non invocava l’aiuto dei vicini, non contattava i servizi di emergenza delle forze dell’ordine  ma provava invece a ripulire il sangue uscito dalle ferite dei figli con dei teli lasciati in bagno, occultava all’interno della pattumiera le ciocche di capelli strappate dal compagno alla figlia e, all’atto di intervento degli operanti, non riferiva immediatamente che Tony era stato l’autore di quello scempio, negava piuttosto la violenza già perpetrata all’indirizzo dei bambini”.

Nel corso dell’udienza andata in scena in mattinata nell’aula 114 del Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli, Tony Badre ha ricostruito in parte – così come riporta l’Ansa – cosa è avvenuto quella domenica mattina: “Mi sono messo nel letto per rilassarmi un po’… verso le 8 e qualcosa, sentii che (i bambini, ndr) saltavano sul letto … mi è venuto un raptus di follia, mi si è spento il cervello, e li picchiai… ma non ho mai voluto ammazzarli”. Numerosi anche i “non ricordo” in risposta alle domande del pm Fabio Sozio della procura di Napoli Nord.

A parlare è stata anche la madre dei tre bambini vittime delle violenze del compagno. La donna descrive la mattinata dell’orrore vissuta nell’appartamento di Cardito: “Non si fermava più… buttava mazzate e mentre picchiava i bambini le mazze si sono spezzate… In quel momento sembrava un diavolo… picchiava i bambini anche quando sono caduti…”. La stessa 31enne riferisce di aver subito violenze: “Mi ha tirato i capelli e mi ha dato un morso dietro i capelli”.