Un gesto incredibile, che giustamente gli è valso articoli sui media di mezzo mondo. Jack Dorsey, l’amministratore delegato di Twitter, ha annunciato che donerà per l’emergenza Coronavirus poco meno di un terzo del suo patrimonio personale, il 28% per l’esattezza. Si tratta quindi di un trasferimento da record del valore di un miliardo di dollari, che saranno girati a StartSmall, che finanzierà attività di contrasto alla pandemia.

In particolare Dorsey trasferirà circa 19 milioni di azioni di Square (società che gestisce un sistema di pagamento tramite telefono cellulare di cui è amministratore delegato, ndr) in un fondo creato appositamente, StartSmall l’obiettivo è di sostenere misure per la salute e per l’istruzione, oltre all’idea di un reddito di base universale proprio tramite il suo fondo. In una serie di tweet il Ceo del social network ha spiegato i dettagli dell’operazione, sottolineando come il reddito di base universale “è una grande idea che necessita di sperimentazione. La salute e l’istruzione delle ragazze sono fondamentali per l’equilibrio”.

L’intera operazione sarà poi all’insegna della massima trasparenza, come sottolineato dallo stesso amministratore delegato e fondatore di Twitter. Dorsey ha infatti reso pubblico sul social un documento dove sarà tenuta traccia dell’uso dei soldi donati al fondo StartSmall.

Dorsey non è ovviamente il primo ‘big’ della tecnologia Usa a donare parte del proprio patrimonio personale per contrastare gli effetti del Coronavirus, anche se a stupire è stata la cifra incredibile messa a disposizione. Prima di lui si era mosso Bill Gates, il fondatore di Microsoft da anni impegnati nella filantropia con la moglie Melinda, che hanno finanziato con 100 milioni di dollari i progetti per diversi vaccini contro il Covid-19. In campo anche il creatore di Facebook Mark Zuckerberg, che ha donato 25 milioni di dollari per la ricerca di cure contro il Coronavirus, così come il numero uno di Amazon Jeff Bezos, che ha destinato 100 milioni al banco del cibo americano.