È giorno storico per lo sport italiano: Valentino Rossi a fine stagione si ritirerà dalla Moto Gp. Lo ha annunciato lo stesso pilota nove volte campione del mondo in una conferenza stampa a Spielberg, in Austria. “Questa sarà l’ultima mezza stagione come pilota di MotoGp per me. È molto difficile dire che l’anno prossimo non correrò con una motocicletta, dopo 30 anni di carriera. È stato un percorso molto lungo e molto divertente, sono 25 o 26 anni di campionato del mondo. È stato grandioso, un momento indimenticabile con tutti. Devo dire solo questo. Avrei voluto correre per altri 20 o 25 anni ma purtroppo non è possibile. Ci sono stati dei momenti indimenticabili. Mi porterò questi momenti sempre dentro. È stato tutto molto bello”.

È un giorno storico ma anche triste, e felice per il ricordo di tanti successi, per lo sport italiano e tutti gli appassionati e tifosi dei motori: Rossi è uno dei più grandi sportivi azzurri della storia. Era stato anticipato in mattinata, dopo la notizia della conferenza stampa, che nel paddock di Spielberg girava aria di addio. Rossi ha 42 anni, ha trascorso 26 stagioni nel campionato del mondo. Ha vinto nove titoli in tutto. È diventato per tutti il “Dottore”, il suo numero 46 è diventato famoso in ogni angolo del mondo.

Valentino Rossi ha poi ricordato i momenti più belli e anche dolorosi della sua carriera. Alcune vittorie le ricorda indimenticabili: “I miei momenti sono i campionati del 2001, l’ultimo delle 500, il 2004 con Yamaha e il 2008 poiché mi davano per finito. Non ho molti rimpianti. Correre con Ducati non è stato soddisfacente per i risultati ma è stata una bella sfida. Sono triste di non aver vinto il decimo campionato, per il mio livello e per la velocità. Per due volte ho perso all’ultima gara. Ma non mi posso lamentare per i risultati raggiunti nella mia carriera”.

Il Dottore ha sottolineato come i risultati facciano la differenza e proprio per questo ha deciso di ritirarsi. La scelta è stata difficile poiché avrebbe avuto la possibilità di correre per il suo team. Non una lacrima, in tutti i quaranta minuti di punto stampa. “Ho sempre cercato di dare il massimo, è stato un lungo viaggio insieme ai miei fan. Molti sono nati quando io ero in pista, è stato grandioso, ho avuto un incredibile sostegno da tutti i fan da tutte le parti del mondo. È qualcosa di sorprendente e devo ringraziarli tutti. Penso che ci siamo divertiti insieme. La decisione di fermarmi l’ho presa durante la stagione. Ad inizio anno avevo voglia di continuare ma non sono abbastanza veloce con risultati al di sotto delle aspettative, cosa che mi ha iniziato a far riflettere”.

E attenzione, notizia nella notizia: “Nel mio futuro potrei correre con le macchine, cosa che adoro poco meno che correre con le moto. Sinceramente due anni fa non ero ancora pronto a ritirarmi, poiché dovevo capire e provarle tutte. Ora sono in pace con me stesso, non sono felice, ma credo sia il momento giusto”. E più precisamente: “Ho sempre amato gareggiare con le auto, ma non conosco il mio livello. Non è lo stesso delle moto, ma non si corre solo per divertirsi. Se sei veramente pilota corri anche per fare il risultato, ad esempio mi piacerebbe correre la 24 ore di Le Mans”.

Il team di Valentino Rossi

Scartata dunque l’ipotesi di correre in Ducati con il suo team VR46. “Ho ricevuto un’offerta ufficiale da parte del mio team per l’anno prossimo – ha scherzato – Ma credo che abbiamo un grande team di Moto 2 e Moto 3. Sarebbe stato molto affascinante correre col mio team ma ho scelto di fermarmi poiché è un bel progetto con 2 o 3 anni davanti. Ma avendo al massimo un solo anno credo che sia più un rischio che altro”.

L’eredità di Valentino Rossi

La differenza tra me e gli altri piloti di MotoGp è quella per cui io sono riuscito ad avvicinare tante persone al motociclismo che senza di me non l’avrebbero conosciuto – ha riconosciuto Rossi – Ho fatto qualcosa nella prima parte di carriera che ha acceso l’emozione delle persone. Sono molto fiero di questo. Tante persone in Italia hanno iniziato a seguire le gare per me, così come con Alberto Tomba per lo sci. Questo è il risultato più importante della mia carriera. Ci sono per intrattenere tante persone la domenica pomeriggio. Se mi paragonate a Michael Jordan o altri grandi mi fa molto piacere. Anche nei posti più sperduti del mondo mi conoscono. Ora è diverso da come era 20 anni fa. La notorietà ha un grosso impatto, ora che sono più vecchio mi piace di più, una sensazione speciale, difficile da spiegare”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.