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Veneto, il comizio nazionale del Primo Maggio a Marghera. Landini, Fumarola e Bombardieri nella città che ha conosciuto la grande fabbrica
Per la prima volta da molti anni, il comizio nazionale unitario del Primo Maggio non si terrà a Roma né in una capitale del Nord-Ovest, ma in Piazza Mercato a Marghera. Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri saliranno sullo stesso palco, sotto le ciminiere che hanno scandito la giornata operaia di un secolo, per portare al Paese la parola d’ordine che Cgil, Cisl e Uil hanno scelto per il 2026: “lavoro dignitoso”, declinato sui due fronti più scivolosi del nostro tempo, l’intelligenza artificiale e la contrattazione.
Veneto, il comizio nazionale del Primo Maggio a Marghera
La scelta non è un dettaglio scenografico, è un atto di pensiero. Marghera è il Veneto che ha conosciuto la grande fabbrica e ne ha ereditato i fasti e le ferite — l’epica del petrolchimico, le lotte sindacali, le malattie professionali, il contenzioso ambientale, la stagione delle vertenze infinite. Sceglierla nell’anno in cui il polo si avvia al suo centenario — i lavori della Società Porto Industriale furono autorizzati il 23 luglio 1917 — significa riconoscere che il lavoro italiano ha qui una delle sue radici più profonde, e che proprio da queste radici può ripartire il discorso pubblico sui diritti, i salari, la sicurezza, la contrattazione nell’epoca degli algoritmi.
Comizio nazionale del Primo Maggio a Marghera: una scelta di saggezza politica
C’è in questa scelta una saggezza politica che merita di essere colta. Marghera non viene celebrata come museo del Novecento industriale, ma come laboratorio del lavoro che verrà: il porto in transizione verso la logistica decarbonizzata, l’Hydrogen Valley, la chimica verde, la riconversione delle aree retro-portuali, la ricerca applicata che dialoga con l’Università. Il Veneto vi si ritrova, suo malgrado e suo merito, al centro di una narrazione nazionale: non più periferia del miracolo del Nord-Est, ma cantiere aperto della metamorfosi industriale italiana.
L’occasione per cambiare voce
Per una regione che da troppo tempo si racconta tra orgoglio difensivo e lamento sui giovani che fuggono, ricevere il Paese a Marghera il Primo Maggio è un’occasione per cambiare voce e ritrovare una grammatica condivisa. Il lavoro dignitoso non è una formula difensiva, una nostalgia di garanzie perdute: è la richiesta — antica e nuovissima — che chi produce ricchezza torni ad averne una quota giusta, e che chi attraversa le grandi transizioni del tempo non venga lasciato solo sulla soglia. Marghera, da cent’anni, sa di cosa si parla.
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