Il governo Meloni prova a fare sul serio su un tema sempre più allarmante: negare i social ai minori di 15 anni. Esiste già un disegno di legge pronto da un anno negli archivi di Palazzo Chigi, e presto potrebbe vedere la luce. I ministri competenti si sono riuniti con il sottosegretario Alfredo Mantovano per valutare questo intervento sui giovani, soprattutto alla luce degli ultimi, drammatici, casi di cronaca. Il testo del provvedimento, anticipato dal Corriere della Sera, è ancora in fase di scrittura. Ma il governo fa sapere che ha fretta di agire il prima possibile per proteggere i minori e i bambini davanti ai rischi dei social. L’accelerazione sul caso, è arrivato dopo il caso che ha riguardato la professoressa di francese accoltellata a scuola da uno studente tredicenne in provincia di Bergamo mentre era in diretta su Telegram.

Il testo della legge

Al momento, il testo di questa proposta di legge si trova in una fase di stallo. Si sta discutendo anche sull’età da prendere in considerazione per limitare l’accesso ai social, che potrebbe scendere a 14 anni. Questo decreto, che come riporta Il Corriere della Sera, è composto da 10 articoli, sarà sottoposto all’Agcom e alle authority interessate, dei minori e della privacy.

Dopo l’intervento sull’accesso ai siti pornografici, arrivati con il decreto Caivano e il parental control (controllo dei genitori), sarebbe in arrivo un’altra stretta che prevede “l’introduzione di sistemi di controllo parentale obbligatori per i dispositivi in uso ai minori, sia mediante attivazione di profili rivolti ai minori all’atto di configurazione di dispositivi, sia mediante l’attivazione di pacchetti junior dedicati ai minori da parte degli operatori: si tratta di uno strumento innovativo volto a bilanciare l’esigenza di regolamentazione con il ruolo educativo della famiglia“. I punti salienti riguardano gli “obblighi” per i produttori di dispositivi cellulari, distributori e rivenditori, operatori di comunicazioni elettroniche e famiglie, che sono gli unici depositari della facoltà di disattivare i sistemi di controllo imposti ai figli minori.

Secondo il decreto, questi sistemi di controllo parentale dovrebbero garantire almeno la “limitazione dell’utilizzo del dispositivo alle sole chiamate telefoniche, inclusi i numeri di emergenza pubblica; l’uso limitato di servizi di messaggistica verso contatti autorizzati; il blocco di siti con contenuti pericolosi per lo sviluppo psicofisico del minore; la memorizzazione dei siti visitati“. Infine, per l’accesso ai social network, è previsto che “a decorrere del compimento del quindicesimo anno di età è consentita l’iscrizione autonoma a tali piattaforme, ferma restando la possibilità di controllo e limitazione da parte di chi esercita la responsabilità genitoriale”. I genitori inadempienti rischiano sanzioni amministrative.