Dallo scorso 8 novembre dormono in auto perché non hanno soldi per potersi permettere un affitto e rifiutano l’ospitalità di alcuni residenti del quartiere di Pianura, periferia occidentale di Napoli, perché hanno “vergogna” e non vogliamo “invadere spazi non nostri”.

Questa mattina, lunedì 13 gennaio, la signora Tonia, 54 anni, e la figlia di 32 hanno incontrato negli uffici municipali le assistenti sociali del comune partenopeo. La loro problematica è stata segnalata al coordinamento cittadino e, così come ci chiarisce il vicepresidente del parlamentino della IX Municipalità (Pianura-Soccavo) Marco Lanzaro, nei prossimi giorni potrebbero essere accolte, temporaneamente, in un dormitorio cittadino.

Altra questione che verrà presto risolta è quella relativa al documento di identità della 54enne, scaduto da diversi mesi. Circostanza questa che non consente alla donna di far visita in carcere al marito, parcheggiatore abusivo, arrestato a maggio scorso per via di una condanna definitiva a 11 mesi di reclusione dopo l’aggressione a un carabiniere libero da servizio che si rifiutò di pagare “l’offerta a piacere”, né di avere la documentazione necessaria per fare richiesta di reddito di cittadinanza.

Tonia, che al momento è una senza fissa dimora dopo aver perso la casa dove viveva fino allo scorso settembre (“non riuscivo a pagare l’affitto”), avrà una residenza di prossimità che consente di registrare sul documento di identità un indirizzo realmente esistente nei pressi dei luoghi abituali di ritrovo.

Sia lei che la figlia, tuttavia, continuano a rifiutare l’ospitalità offerta da alcuni residenti oltre all’ipotesi dormitorio e casa famiglia. “Vogliamo stare da sole, mantenere la nostra privacy – spiega la signora Tonia -. Ringraziamo tutti per la disponibilità manifestata in questi giorni ma non vogliamo invadere spazi non nostri”. Il loro auspicio è quello di trovare un piccolo monolocale e pagare l’affitto “magari con un piccolo aiuto iniziale”.

La problematica resta quindi legata all’aspetto economico. Entrambe al momento non lavorano salvo qualche impiego sporadico. Nel quartiere di Pianura c’è chi ha lanciato l’idea di una colletta per sostenerle almeno nella fase iniziale. A coordinarla è la pagina “Pianura e dintorni” che nelle prossime ore chiarirà meglio quest’aspetto.