Da due mesi dormono in una Fiat Punto, l’unico bene in loro possesso. La signora Tonia, 54 anni, e sua figlia di 32 si ritrovano ogni sera nell’auto parcheggiata non molto distante da dove vivevano e dai cumuli di spazzatura che in queste settimane hanno invaso la città di Napoli e in particolare la sua periferia, quartiere di Pianura compreso.

Sedute entrambe davanti, abbassano il sedile e provano a chiudere gli occhi per qualche ora, difendendosi anche dalle fredde temperature della notte. E’ dall’8 novembre che questo triste rituale si ripete quotidianamente, salvo rare eccezioni.

“Tutto è nato quando hanno arrestato mio marito” racconta la signora Tonia. “Era maggio scorso e una mattina le forze dell’ordine sono venute a prenderselo dopo una condanna definitiva a 11 mesi per un episodio risalente a ben 10 anni fa”.

L’uomo, che lavorava come parcheggiatore abusivo all’esterno di un cinema multisala della città, venne denunciato da un carabiniere libero dal servizio che si rifiutò di pagare ‘l’offerta a piacere’. Dopo un decennio la giustizia ha presentato il conto e lo scorso maggio è finito nel carcere di Poggioreale. “Uscirà ad aprile – spiega la 54enne -, però nel frattempo noi abbiamo avuto difficoltà economiche sempre più grandi e a settembre scorso siamo state costrette a lasciare la casa perché non eravamo in grado di pagare l’affitto. Lui gli ultimi mesi potrebbe scontarli ai domiciliari ma – sottolinea – non abbiamo un domicilio”.

Per circa due mesi sia la signora Tonia che la figlia sono riuscite a trovare ospitalità in una casa di riposo dove accudivano anziani e la notte restavano a dormire. “Poi il lavoro non è proseguito e ci siamo ritrovate in mezzo a una strada, senza soldi. Tra l’altro – racconta -mia figlia sta attraversando un periodo ancora più difficile a causa della scomparsa del marito”.

Tonia invece da mesi non va a trovare il marito perché ha la carta d’identità scaduta e incontra difficoltà nel rinnovo. “Quando vado negli uffici comunali qui a Pianura mi creano sempre problemi” spiega rammaricata “eppure so che è possibile averla anche per chi non ha una dimora fissa”.

La loro condizione precaria è stata segnalata da una cittadina alla pagina Facebook “Pianura e dintorni” che ha prontamente condiviso la denuncia raccogliendo centinaia di commenti di solidarietà in pochissime ore. In tanti si sono offerti di aiutare le due donne. Chi ospitandole a pranzo o a cena, chi mettendo a disposizione abiti, coperte o alimenti. Una signora si è detta pronta ad accoglierle in casa per i prossimi giorni.

Ma Tonia e la figlia non se la sentono.  “Abbiamo vergogna, non vogliamo invadere spazi non nostri. Vorremmo solo avere l’opportunità di lavorare e piano piano riprenderci uno spazio nostro, dove possiamo vivere senza problemi pagando l’affitto. Per il momento -aggiunge – preferiamo dormire in auto. Ringraziamo tutti per la solidarietà e la disponibilità mostrata, soprattutto quelle persone che in queste settimane ci ospitano durante la giornata a pranzo o a cena, consentendoci di farci una doccia e lavare lo stretto necessario. La notte però preferiamo non recare disturbo e torniamo in auto”.

Intanto nel quartiere di Pianura c’è chi ha lanciato l’idea di fare una colletta per aiutarle a pagarsi almeno un piccolo monolocale per un paio di mesi.