“Sono entrato nel negozio e abbiamo iniziato a discutere. Volevo tornare con lei, ma Clara non voleva”, queste le parole di Renato Scapusi, il 59enne, ex piastrellista, che ha confessato sull’omicidio di Clara Ceccarelli, commerciante di pantofole di 69 anni. Il delitto ieri pomeriggio, in pieno centro a Genova. La donna aveva deciso di troncare la relazione con l’uomo, che è stato fermato.

L’omicidio, ieri pomeriggio, nel negozio di calzature di via Colombo, cuore dello shopping genovese. Almeno 30 coltellate. La donna era tormentata dall’uomo, secondo quanto ricostruito: telefonate di continuo, anche escrementi sui vetri e le saracinesche dei negozi.

Una sola denuncia, risalente a circa un anno fa, per danneggiamenti alla saracinesca di un suo negozio, per l’appunto, ma contro ignoti. Nessuna per stalking. La settimana scorsa l’uomo – con ogni probabilità instabile mentalmente, tormentato dai problemi finanziari, per via anche dei soldi sprecati nel gioco d’azzardo, che da settimane dormiva in un sottoscala – era stato fermato dalla polizia: era stato segnalato in una scuola cittadina nell’intento di lanciarsi da una finestra. Dopo un breve ricovero in psichiatria è tornato libero.

La donna, vedova da tanti anni, che si occupava anche del padre 90enne e del figlio 30 affetto da gravi problemi di salute, non voleva più saperne di quella relazione. “Così l’ho colpita”, ha detto agli investigatori Scapusi secondo l’ansa.it. “Dopo ho vagato per la città fino al Galliera. Volevo uccidermi“. Scapusi, difeso d’ufficio dall’avvocato Stefano Bertone, è accusato di omicidio volontario aggravato. Non ha saputo dire dove ha gettato il coltello. Al vaglio del pubblico ministero Giovanni Arena, che coordina le indagini della mobile e delle volanti, la contestazione della premeditazione. Nei prossimi giorni l’interrogatorio di convalida davanti al gip.