Il ruolo di giornali e giornalisti, oltre a “watch dog” del potere, dovrebbe essere anche quello di filtro nei confronti dei propri lettori dalle “Notizie che non lo erano”, citando in questo caso il titolo del libro di Luca Sofri su false notizie e vere e proprie bufale che da tempo fanno capolino sui media, italiani e non.

Ultimo eloquente caso di questo tipo è freschissimo, risalente alle 19 circa di mercoledì 21 ottobre. La notizia diffusa da decine di testate italiane (e internazionali) riguardava il decesso di un volontario brasiliano coinvolto nella sperimentazione clinica del vaccino sviluppato da AstraZeneca e dall’Università di Oxford. Peccato che in diversi articoli e lanci sui social (dall’Ansa a Repubblica, passando per Corriere della Sera e Fatto Quotidiano) venga trattato con confusione e ambiguità un particolare fondamentale della vicenda: al volontario brasiliano non era stato mai somministrato il vaccino, arrivato attualmente alla fase 3 della sperimentazione. Come riportato in Brasile da ‘O Globo’, il 28enne medico, che curava pazienti Covid a Rio de Janeiro, è morto per l’infezione da Conavirus senza ricevere il vaccino, facendo infatti parte del gruppo di volontari a cui era stato somministrato un farmaco placebo.

Una notizia fondamentalmente “data male” che, in tempi come questi, con una pandemia in corso che ha già provocato oltre un milione e 100mila morti nel mondo, rischia di essere controproducente. Una ‘notizia che non lo era’ diventata paradossalmente un assist ai no-vax e a tutte le teorie del complotto che da mesi infestano la rete (e alcuni giornali) sull’uso del vaccino, tra stramberie sul ruolo degli eterni cattivi Bill Gates e Soros e altri teorie disparate.

Una notizia che non c’è, ma che diventa tale per le scelte editoriali di buttarsi a capofitto sui click, andando a generare confusione tra gli stessi lettori per la discordanza tra titoli e contenuti. Sugli stessi social network non pochi hanno fatto notare come, di fatto, la notizia non c’era: se la persona è morta ma senza alcuna correlazione col vaccino, che senso ha riportarla ‘sparandola’ con titoli catastrofisti?

Questo giornale ieri sera ha preferito non pubblicare la notizia, costretto di fatto a tornarci questa mattina più per un discorso legato al giornalismo che alla news in sé.