Era cominciata con una commemorazione per la Giornata della memoria la seduta del consiglio comunale di Cogoleto, ed è terminata con una bagarre e con le accuse di aver votato alzando la mano a imitare il saluto fascista. Nell’aula del piccolo centro in provincia di Genova hanno suscitato l’indignazione dei consiglieri di maggioranza e del sindaco Paolo Bruzzone i gesti dei membri della minoranza Francesco Biamonti, Mauro Siri e Valeria Amadei, che hanno espresso il loro dissenso agli emendamenti in corso di votazione tendendo il braccio destro in avanti alla chiama dei “contrari”.

Il tutto in diretta streaming, ripreso dalle telecamere del comune e trasmesso in diretta su Facebook. All’inizio i tre hanno sollevato il braccio normalmente per manifestare le proprie preferenze, successivamente si nota come il gesto cambi diventato in tutto e per tutto un saluto fascista. “Votiamo facendo il saluto romano”, sarebbero le parole proferite da Biamonti, capogruppo della Lega, ascoltate dai consiglieri Federico Giusto e Matteo Calcagno, ma che non si sentono nelle registrazioni. “In quest’aula ci sono due bandiere, dell’Italia e dell’Unione europea, e quel gesto non ha nulla a che vedere con loro né con i valori che dovremmo rappresentare qui dentro”, ha dichiarato Giusto. “Quando si tocca questo punto – ha aggiunto – non c’è né destra né sinistra, ci sono solo milioni e milioni di morti”.

“La cosa migliore sarebbe chiedere scusa e ammettere l’uscita infelice”, ha aggiunto il sindaco Bruzzone, che ha anche controllato le immagini sul cellulare per accertarsi dell’accaduto.

“Questo è il mio modo di votare”, ha risposto Biamonti. “Se avete una fobia sulla destra – ha aggiunto – e tutto quello che facciamo lo tacciate di fascismo, è un problema vostro. Anzi, sono offeso da queste accuse infamanti che mi fate”.

La storia potrebbe non concludersi qui. Il consigliere Calcagno, che aveva anche sentito le parole pronunciate da Biamonti, ha chiesto che vengano presi provvedimenti nei confronti del gruppo. Per Massimo Bisca, Presidente provinciale dell’Anpi di Genova, si è trattato di un “oltraggio alle istituzioni e a Genova, città medaglia d’oro al valore militare per la Resistenza”.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.