Umberto Bossi se n’è andato a 84 anni, a Varese, giovedì 19 marzo 2026. Con lui scompare il fondatore della Lega Nord, ma soprattutto l’uomo che più di ogni altro ha anticipato e codificato il populismo italiano. Prima che il populismo diventasse una categoria da salotto televisivo, Bossi gli aveva già dato tutto: un nome politico, un universo simbolico, un glossario, una mitologia territoriale, un nemico perfetto.

«Roma ladrona», il Senatùr, Pontida, la Padania, il Sole delle Alpi. Non slogan sparsi, ma un sistema di senso. Bossi non si limitò a raccogliere una protesta: la organizzò, la teatralizzò, la rese linguaggio di massa.

Fu questo il suo talento. E insieme il suo limite. Perché quel populismo territoriale, che pure seppe intercettare un disagio reale del Nord produttivo, si nutrì anche di una sistematica aggressione all’idea stessa di unità nazionale. Bossi non fu un semplice riformatore federalista: per anni avversò l’unità d’Italia, la dileggiò, la sfidò, la sostituì con la favola armata della Padania indipendente.

Fece della disarticolazione simbolica del Paese la propria rendita politica. Alimentò fratture, risentimenti, contrapposizioni. Inventò un popolo, sì, ma lo fece spesso contro un altro popolo.

Il ricovero in terapia intensiva

Il fondatore della Lega era nato il 19 settembre 1941 a Cassano Magnago in provincia di Varese. Da quanto apprende l’Ansa, Bossi era stato ricoverato ieri in ospedale, a Varese, in terapia intensiva e in condizioni apparse subito critiche. La situazione è precipitata oggi e il decesso è avvenuto alle 20.30 di questa sera.

Tosi: “Leader al servizio della comunità”

Flavio Tosi, già sindaco di Verona, figura storica del leghismo veneto e poi protagonista di un lungo percorso politico autonomo rispetto al Carroccio salviniano, lo ricorda così al Riformista: «Anche se su alcuni temi (la secessione, l’Europa) non avevamo la stessa opinione, Umberto è stato un vero leader, una persona leale e corretta, innamorato della politica come servizio alla comunità».

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Ph.D. in Dottrine politiche, ha iniziato a scrivere per il Riformista nel 2003. Scrive di attualità e politica con interviste e inchieste.