Sono un grande ammiratore di Aldo Cazzullo e seguace appassionato delle sue ricostruzioni storiche televisive. Cazzullo sul Corriere della Sera del 24 aprile ha scritto: “Non esiste un antifascismo buono ed un antifascismo cattivo. Non esiste una Resistenza da salvare ed una resistenza da condannare. La Resistenza è stata una sola. Per questo il 25 aprile appartiene o dovrebbe appartenere a tutti gli italiani”.

In Emilia- Romagna è sicuramente esistito un antifascismo buono ed uno cattivo. Buono era quello che combatteva per restituire libertà all’Italia, cattivo quello che si rese responsabile nel cosiddetto “Triangolo della morte” dell’eliminazione fisica di decine di sacerdoti e centinaia di “nemici di classe”, in particolare proprietari terrieri, commercianti ed imprenditori. Non si possono confondere partigiani bianchi come Ermanno Gorrieri e Lino Paganelli, i “Ribelli per amore”, con chi combatteva per sostituire una dittatura con un’altra altrettanta feroce. La successiva adesione nel 1993 del sino ad allora democristiano Gorrieri ai Cristiano Sociali di Pierre Carniti facenti parte dello schieramento progressista, in cui c’era anche il PD dimostra che c’è stata successivamente una presa di coscienza comune della vera Resistenza”. A Trieste e in Istria alla tragedia delle migliaia di italiani infoibati dai comunisti slavi si aggiunse la perentoria richiesta di Palmiro Togliatti al governo italiano di cedere Trieste alla Jugoslavia di Tito. Tuttavia sono questi eventi ormai lontani nel tempo come l’uccisione a fine anni 70 del secolo scorso di Guido Rossa ed Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse. Il sindacalista comunista della CGIL ed il leader della Democrazia Cristiana furono vittime della stessa ideologia e dello stesso fanatismo che avevano animato decenni prima l’ala rivoluzionaria della Resistenza, alla quale non a caso le BR facevano riferimento.

Dobbiamo pertanto fare di ogni erba un fascio mettendo sullo stesso piano scelte di vita, responsabilità e comportamenti così diversi o distinguere nettamente in ogni epoca gli assassini da condannare dalle loro vittime da celebrare? Enrico Berlinguer non ebbe dubbi e schierò decisamente il partito comunista contro ogni forma di violenza, dando vita ad una evoluzione che ha consentito oggi in Italia a tutti i partiti dell’allora CLN, ed ai loro successori, di essere strenuamente sostenitori dei principi costituzionali e difensori della legalità repubblicana. Con tutta la riconoscenza dovuta alla Resistenza che ci ha liberato dal Nazifascismo e la pietà dovuta a tutti coloro che hanno perso ha perso la vita in quella pagina terribile della nostra storia, non si possono mettere storicamente confondere coloro che combattevano per la libertà e quelli che lottavano per una nuova dittatura , come non si possono mettere storicamente sullo stesso piano le Brigate Rosse, chi le contrastava e le vittime di quel gruppo terroristico.