Amanda Knox si sposa. La 32enne americana celebra oggi ufficialmente le sue nozze con Christopher Robinson, matrimonio già contratto legalmente nel 2018. La Knox ha scelto una festa a tema Star Wars e niente regali, ma donazioni per coprire il costo del matrimonio che si terrà nello stato di Washington. Infatti al posto di regali, i partecipanti sono stati incoraggiati a donare soldi per coprire al costo finale delle nozze. A riportare la notizia è il portale Tmz. In questi ultimi giorni la Knox si è preparata al countdown per il grande giorno con una serie di post sul suo account ufficiale di Instagram. L’ultima foto risale a quattro giorni fa, in cui l’americana ha postato una foto che la ritrae con i suoi amici e il suo futuro marito in preparazione per il big party di oggi 2 marzo 2020.

Amanda Knox è dunque pronta ad affrontare una nuova vita, dopo essere stata assolta per l’omicidio della sua compagna di stanza Meredith Kercher dopo aver trascorso 4 anni di carcere in Italia. La morte della giovane britannica risale al novembre 2007 quando entrambe erano in Erasmus a Perugia. In un primo momento la Knox era stata condannata assieme all’allora fidanzato Raffaele Sollecito prima di essere assolta definitivamente nel 2014 per poi ritornare negli Stati Uniti. 

 

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Nails for the big day.

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LA POLEMICA – A poco più di un mese delle nozze con futuro sposo Christopher Robinson, Amanda Knox ha suscitato delle polemiche. La 32enne di Seattle ha pubblicato su Instagram un selfie in cui posa con la ‘divisa’ da detenuta che indossava nel carcere Capanne di Perugia. “Rimangono 40 giorni al matrimonio e 267 attività nell’elenco delle cose ancora da fare, mi sono ritratta nella mia sala hobby con la mia vecchia uniforme della prigione. Letteralmente la stessa maglia e gli stessi pantaloni che indossavo nella casa circondariale di Capanne a Perugia”, aveva scritto la 32enne nel post, con un chiaro riferimento ai 4 anni di reclusione nella casa circondariale.

Una foto che ha suscitato reazioni alterne, tra chi ha sottolineato “il lungo cammino da quell’uniforme” esprimendo felicità per essersi “ripresa la tua vita”. Ma c’è anche chi, nonostante la giustizia italiana abbia chiuso definitivamente la vicenda di Amanda con l’assoluzione, critica l’atteggiamento della Knox: “Pensavo che l’avessi bruciato, ma che coraggio ci vuole per rimetterlo!”, si legge in un post.