“Non si può attendere che il rischio sia pari a zero per uscire dal lockdown, avete ragione, ma non ci si può illudere di uscirne sottovalutando i rischi che corriamo”. Queste le dichiarazioni di Domenico Arcuri, commissario straordinario all’emergenza coronavirus, nella sua conferenza stampa alla Protezione Civile. Nell’appuntamento con i giornalisti Arcuri ha parlato della questione delle mascherine, dei tamponi, dell’app di tracciamento, del rischio contagio e della fine delle restrizioni a partire dal 4 maggio. “Mancano 6 giorni al 4 maggio, conoscete le decisioni del governo, inizia un graduale alleggerimento delle misure di contenimento che tutti abbiamo dovuto sopportare. Resto un convinto assertore di prudenza e cautela, penso sia necessario aver cura di noi stessi e dei nostri cari e che i fatti valgono più dei nostri desideri”. E a supporto di questa dichiarazione ha fatto riferimento alla Germania dove l’indice di contagiosità R0 è tornato a salire da 0.7 a 1,1. Arcuri non ha risparmiato frecciate a chi ha criticato la gestione delle mascherine.

LE MASCHERINE – “Lo Stato deve acquistare tutte le mascherine che trova. Ho fissato il prezzo massimo nell’interesse dei cittadini, non ho fissato il prezzo massimo di acquisto. Lo Stato deve incentivare la produzione italiana, come con il ‘Cura Italia’: abbiamo rassicurato i produttori che compreremo tutto quello che produrranno. In 105 ci hanno ringraziato, solo uno ha avuto qualche dubbio”, ha dichiarato Arcuri. “Lo Stato deve produrre tutte le mascherine che può e incentivare la produzione, l’idea che fissare un prezzo massimo abbatta la capacità dell’impresa italiana di produrne è superficiale o assai poco informata”. Il commissario ha respinto le critiche di chi ha fatto rifermento a un’economia di guerra. E anzi ha ribattuto di come si tratti di “un danno per i vergognosi speculatori, lo rivendico. Non ci saranno più le mascherine nelle farmacie e nei supermercati? Certo, nessuna che costi più di 0,50 euro”. E poi la polemica con chi “dice che il prezzo delle mascherine lo fa il mercato, sorseggiando i loro centrifugati”. “Avrei tanta voglia di parlare dalla trincea in cui da 40 giorni mi trovo con il dottor Borrelli e i nostri collaboratori, di parlare dei liberisti che emettono sentenze quotidiane da un divano con un cocktail in mano. Ma non lo farò, il mio dovere è lavorare”. Il commissario ha assicurato che da lunedì saranno distribuite 12 milioni di mascherine al giorno e da giugno 18 milioni, da luglio 25 milioni, da settembre 30 milioni. “Fino a oggi abbiamo distribuito 4 milioni di mascherine al giorno. Nei magazzini delle Regioni stamattina ne giacciono 47 milioni. Distribuite di più di quelle che servivano e le Regioni illuminate ne hanno messe da parte una quota che servirà in tempi di maggiore necessità di distribuzione”.

L’APP – “L’Italia è il primo paese al mondo per tamponi ogni numero di abitanti. Sono pochi? Certo, ma mettiamo i cittadini nelle condizioni di avere le giuste informazioni”, ha aggiunto Arcuri e ha annunciato che a maggio l’App di tracciamento Immuni sarà in funzione. “La app si avvarrà di tecnologia bluetooth e non c’è nessuna controindicazione. A maggio con le prime funzionalità, cioè il contact tracing, sarà in funzione, in tempi ravvicinati saranno attive anche le funzionalità più vicine al diario clinico (la connessione con il Sistema sanitario nazionale, ndr)”. Nessun chiarimento sul futuro dei dati raccolti dalla App per il contact tracing: se saranno conservati sui device dei cittadini o in un server pubblico. “Al momento dello sviluppo si potrà decidere se lasciarli sul telefonino e/o su un server pubblico e italiano – ha spiegato il commissario – In ogni caso non cambia nulla sulla piena e assoluta garanzia della privacy” in quanto i “dati sono criptati”.

RISCHIO CONTAGIO –  “E’ di 15 minuti il tempo minimo per essere a rischio contagio”,  ha poi spiegato il Commissario straordinario. “L’App per il contact tracing farà scattare l’alert quando ad esempio il signor Rossi avrà avuto un contatto stretto per più di 15 minuti con una persona positiva. Gli scienziati ci dicono che il tempo minimo certo per essere a rischio contagio in caso di contatto con una persona positiva è di 15 minuti. La distanza considerata a rischio oscilla fra un metro e due metri. Ma è bene considerare il limite massimo” ha concluso Arcuri. Diversi studi hanno infatti riportato come una maggiore esposizione al virus possa causare una forma di contagio più aggressiva.