Domenico Arcuri incaricato anche della distribuzione degli anticorpi monoclonali per il trattamento del covid-19. Dopo la nomina a commissario straordinario all’emergenza, alla riapertura delle scuole, alla campagna vaccinale, l’amministratore delegato di Invitalia dovrà occuparsi anche della distribuzione del farmaco monoclonale bamlanivimab e dell’associazione di anticorpi bamlanivimab-etesevimab, prodotti dall’azienda farmaceutica Eli Lilly, e l’associazione di anticorpi monoclonali casirivimab-imdevimab dell’azienda farmaceutica Regeneron/Roche. Un commissario sempre più Super Commissario.

E questo nonostante proprio la sua carica fosse stata messa in discussione da Matteo Renzi nell’apertura della crisi di governo, e nonostante anche le bocciature ricevute, soprattutto per quello che riguarda la campagna vaccinale, da diverse parti, compreso il professore dell’Università Cattolica e consigliere del ministero della Salute Walter Ricciardi.

L’operato di Arcuri è stato infatti criticato in più occasioni. Con il governo Draghi potrebbe perdere molti dei suoi poteri, il Super Commissario. Intanto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del ministro della Salute Roberto Speranza per l “Autorizzazione alla temporanea distribuzione dei medicinali a base di anticorpi monoclonali per il trattamento di COVID-19”. Per il 2021, “nello stato di previsione del Ministero della salute, è istituito un fondo con una dotazione di 400 milioni di euro da destinare all’acquisto dei vaccini anti SARS-CoV-2 e dei farmaci per la cura dei pazienti con COVID-19”, si legge nel decreto del dicastero.

Arcuri è stato criticato per i 105 milioni di euro per 100 milioni di mascherine acquistate nel settembre scorso dalla società olandese YQT Health Care B. V. e per la fornitura di 157 milioni di siringhe “luer lock” per 10 milioni di euro circa mentre i banchi a rotelle, ritenuti in molte occasioni inutili se non perfino dannosi alla salute, sono costati 119 milioni. Ultima idea che rischia di non funzionare: le primule per la campagna vaccinale, disegnate dall’architetto Stefano Boeri, da 400mila euro l’una per un totale che potrebbe arrivare (considerando i 21 capoluoghi) a quasi 8 milioni e mezzo di euro. Primule praticamente respinte da diverse Regioni (come Lazio e Liguria) per via degli spazi troppo angusti e a rischio contagio.

CHE COSA SONO GLI ANTICORPI MONOCLONALI – Sono ritenuti tra le armi più efficienti contro il covid-19. Il 3 febbraio due tipi, prodotti da Regeneron e Eli Lilly, hanno ricevuto il via libera dall’Aifa. Le terapie vengono somministrate per infusione endovenosa in un tempo di 60 minuti. Sono anticorpi “esogeni”, come il plasma, sostituiscono quelli prodotti dall’individuo dopo l’esposizione al virus o al vaccino. Nel caso del bamlanivimab ed etesevimab di Eli Lilly, il trattamento riduce il rischio di ospedalizzazione e morte per Covid-19 del 70% in pazienti ad alto rischio, come hanno dimostrato i risultati della sperimentazione di Fase 3 presentati dall’azienda lo scorso 26 gennaio.

La popolazione candidabile al trattamento con gli anticorpi monoclonali, evidenzia il parere del Cts Aifa, dovrà essere rappresentata “unicamente da soggetti di età maggiore di 12 anni, positivi per Sars-CoV-2, non ospedalizzati per Covid-19, non in ossigenoterapia per Covid-19, con sintomi di grado lieve-moderato di recente insorgenza (e comunque da non oltre 10 giorni) e presenza di almeno uno dei fattori di rischio (o almeno 2 se uno di essi è over 65)” come Malattia renale cronica, Diabete non controllato, Immunodeficienze.

Vito Califano