Serviva la fine del governo Conte bis per archiviare la parentesi di Domenico Arcuri supercommissario? Decisioni in tal senso dovranno essere prese dal presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi, ma un primo segnale di ‘siluramento’ dell’amministratore delegato di Invitalia, intoccabile per il quasi ex premier Giuseppe Conte, arriva da un altro fedelissimo di un ministro, Walter Ricciardi, professore all’ Università Cattolica e consigliere del Ministero della Salute guidato da Roberto Speranza.

Per Ricciardi, fautore da sempre della linea dura, la responsabilità di seguire direttamente la campagna vaccinale in tutto il Paese dovrebbe essere affidata a Guido Bertolaso, l’ex capo della Protezione civile che durante l’emergenza è già stato consulente per l’emergenza Covid-19 in Lombardia, Marche, Sicilia e Umbria, mentre il 2 febbraio scorso è stato nominato per la campagna vaccinale della Lombardia (a titolo gratuito).

“Penso che ci voglia una figura che abbia competenze tecniche, scientifiche e gestionali. E deve essere una persona che si occupi solo della campagna vaccinale”, spiega Bertolaso, che quindi boccia Arcuri e i suoi molteplici incarichi, dal dossier ex Ilva all’emergenza Coronavirus, collegata a sua volta con quella relativa alle mascherine e alla scuola.

Per Ricciardi infatti “bisogna prepararsi, organizzarsi, considerare tutte le Regioni in fascia rossa per prevenire la diffusione delle varianti, specialmente quella inglese. E allo stesso tempo è necessario accelerare sul serio con le vaccinazioni, fino ad oggi abbiamo giocato all’ oratorio, ora bisogna essere al livello della Champions League. E serve una persona che si occupi solo di questo, 24 ore su 24”.

A sposare la linea Ricciardi è anche Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli Studi di Milano. In collegamento con ‘Omnibus’, su La7, ha infatti ribadito che attualmente “c’è l’esigenza di una pianificazione della campagna vaccinale con i metodi della Protezione civile. Con un’azione sistematica e capillare che sfrutti tutto: le strutture ospedaliere, quelle territoriali, ma anche un’organizzazione che coinvolga l’esercito”.

L’idea di avere un’organizzazione su modello della Protezione civile, secondo Pregliasco si inscrive in “un’ottica di avere un sistema molto efficiente e capillare, da rendere disponibile in tutte le nostre comunità, nei piccoli paesi, in mezzo ai monti. E averlo in maniera facile e accessibile”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia