Due versioni contrastanti per un caso che ricorda, con le dovute proporzioni, quello di Minneapolis che ha visto morire l’afroamericano George Floyd per mano della polizia. È la vicenda che arriva da Verona il 7 luglio scorso, quando tre agenti di polizia fermano e bloccano a terra per almeno cinque minuti un uomo apparentemente inerme, fermato in stato di ubriachezza molesta.

Secondo quanto ricostruito l’uomo, ubriaco, continuava a pretendere alcolici da un bar di Borgo Nuovo, alla periferia della città, fino a quando i gestori hanno chiesto l’intervento della polizia. Intervenuti sul posto, i tre agenti lo portando di peso verso la volante, mentre in un filmato di un testimone, pubblicato da Repubblica, si vede un poliziotto che gli tiene bloccati i piedi, l’altro la schiena, un altro il collo. L’uomo fermato si lamenta, grida e bestemmia. Nel video si sente anche una donna, che forse lo conosce, urlare “non gridare, respira”, mentre altri chiedono ai poliziotti di fermarsi, altrimenti “lo ammazzate”.

La versione della polizia è però diversa: “Ha rifiutato di mostrare i documenti e ha iniziato a inveire contro di noi. La situazione si è scaldata a tal punto che l’uomo ci ha aggredito fisicamente, tentando addirittura, spalleggiato da altri due avventori, di sottrarci le manette di sicurezza”. Ma i testimoni raccontano di una vicenda diversa: “Nessuna delle persone che ha assistito all’arresto ha visto l’uomo alzare le mani”.

L’8 luglio la polizia dirama un comunicato alla stampa in cui viene riportata questa ricostruzione: “Non c’è stato altro da fare se non arrestare il soggetto per resistenza. Una volta a bordo dell’auto l’uomo ha continuato a tenere atteggiamenti violenti, arrivando persino a danneggiare i vetri della volante contro i quali sbatteva le manette, nonché, una volta condotto in questura, a dare calci alla porta dell’ufficio nel quale era trattenuto”. L’uomo alla fine è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale, con l’arresto convalidato dal giudice.