Un appello di massa in favore di Julian Assange, detenuto a Londra e minacciato di estradizione negli Stati Uniti che lo accusano di spionaggio. A firmare la lettera oltre 60 medici preoccupati per le condizioni di salute del fondatore di Wikileaks, con la missiva indirizzata al segretario dell’Interno britannico Priti Patel e a Diane Abbott, responsabile per il Labour.

I medici, britannici ma anche di altri paesi europei, esprimono “gravi preoccupazioni” sulle capacità di Assange di sostenere un processo e chiedono il suo trasferimento dal carcere di Belmarsh, a sud di Londra, in un ospedale universitario. Il fondatore di Wikileaks è detenuto per aver violato i termini della libertà vigilata dopo essersi rifugiato all’ambasciata ecuadoriana a Londra per sette anni.

Nella lettera i firmatari affermano che “il signor Assange abbia urgente bisogno di una valutazione medica del suo stato di salute fisico e psicologico“, spiegano avvertendo che “sulla base delle prove attualmente disponibili, Assange possa morire in prigione“.

La scorsa settimana il cyber-attivista australiano aveva ottenuto una vittoria nella battaglia legale contro la giustizia svedese, che ha rinunciato all’indagine per il presunto stupro commesso da Assange nel 2010 ai danni di una donna che all’epoca dei fatti aveva circa 30 anni.