L’Isis ha rivendicato, con un messaggio postato sul canale Telegram di Nasher News, legata al gruppo terrorista islamico, l’attacco con razzi avvenuto oggi all’aeroporto internazionale di Kabul, in Afghanistan.

“Per grazia di Dio Onnipotente, i soldati del Califfato hanno preso di mira l’aeroporto internazionale di Kabul con sei razzi Katyusha”, si legge nella rivendicazione del gruppo terroristico. I cinque razzi, lanciati secondo indiscrezioni da un’auto, sono stati intercettati dal sistema anti-missili americano.

La Casa Bianca, tramite il portavoce del presidente Biden Jen Psaki, ha confermato il tentato attacco contro lo scalo della capitale afghana: “Il presidente è stato informato che le operazioni continuano ininterrotte all’aeroporto di Kabul e ha riconfermato l’ordine che i comandanti raddoppino gli sforzi per dare priorità e fare tutto il necessario per proteggere le nostre forze a terra”, si legge in una nota diffusa dall’amministrazione democratica.

IL RAID USA E LE 10 VITTIME CIVILI – Sono invece 10 le vittime civili, tra cui sei bambini, nell’atttacco compiuto con un drone Usa domenica contro l’Isis-K a Kabul.

Il dato è stato diffuso dal Washington Post, che ha riportato la la testimonianza di membri della famiglia. I morti provenivano tutti da un’unica famiglia allargata: le vittime stavano scendendo da un’auto nel loro vialetto quando il raid ha colpito un veicolo vicino.

“Non siamo membri dell’Isis e questa era una famiglia normale”, ha denunciato alla Cnn un parente delle vittime a un report della Cnn. “Questa era la casa di una famiglia, dove vivevano i miei fratelli con le loro famiglie”.

L’attacco americano, secondo quanto diffuso dalla Casa Bianca, ha distrutto un’autobomba dello Stato islamico che rappresentava una minaccia “imminente” per l’aeroporto di Kabul.

NUOVE RIVELAZIONI SULL’ATTENTATO ALL’ABBEY GATE – Intanto sulla gestione americana dall’aeroporto di Kabul, dove giove dì scorso sono morte oltre 100 persone, tra cui 13 marines Usa, arrivano nuove pesanti accuse.

Secondo una ricostruzione di Politico, basata su tre conference call del Pentagono classificate, il Pentagono era a conoscenza di un imminente “evento con vittime di massa” all’aeroporto di Kabul, tanto che i comandanti sul campo proposero un piano per chiudere anche l’Abbey Gate entro il pomeriggio di giovedì.

Le autorità americane decisero però di mantenere aperto l’ingresso per consentire l’evacuazione del personale degli alleati britannici, di stanza al vicino Baron Hotel. Nella stessa giornata un kamikaze dell’Isis-K si è fatto esplodere provocando una strage.

Redazione