La Campania, da domenica 21 febbraio in zona arancione alla luce dell’aumento dei contagi e dell’indice Rt, rischia di passare nella fascia di rischio più alta, quella rossa. A dirlo chiaramente è i il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che analizzando in un intervento a Radio Crc l’andamento dell’epidemia da covid nel Capoluogo e in Campania ha spiegato che “i contagi stanno salendo ed è verosimile, se continuano a salire, che ritorneremo, mi auguro per un periodo limitato, in una zona rossa”.

Quanto all’operato del Comune il sindaco, ormai impegnato nella campagna elettorale per le prossime elezioni regionali in Calabria, ha sottolineato che “stiamo verificando se si creano nella nostra città delle situazioni particolari che, nonostante il non intervento dello Stato e della Regione, richiedono delle misure mirate”. 

Per ora, secondo l’ex pm, il monitoraggio “non ha prodotto situazioni tali da dover intervenire nei confronti di una scuola”.

E proprio sulla chiusura delle scuole per Covid, de Magistris non ne vuole sentir parlare di responsabilità per il Comune. Sulla chiusura infatti “devono intervenire lo Stato o la Regione se si pone una questione di picco sanitario, di terza ondata. Se questo non è avvenuto, evidentemente è perché il Ministero della Salute e le Regioni interessate ritengono di non dovere intervenire e rimbalzano al territorio raccomandando di intervenire qualora ci siano situazioni particolari”. 

Non è mancata l’occasione di polemica nei confronti della Regione Campania e del ‘nemico’ Vincenzo De Luca. I due hanno dato vita ad un continuo battibecco per tutta la durata dell’emergenza, e anche oggi il teatrino è continuato. Per de Magistris infatti il Comune continua ad non avere monitoraggio sanitario dettagliato dalla Regione “ma ormai ci abbiamo rinunciato”.

Ma l’affondo contro Regione e De Luca continua, perché il sindaco ribadisce anche come ad un anno dall’inizio dell’epidemia “non partecipiamo all’Unità di crisi, non abbiamo dati dettagliati sul territorio che dobbiamo acquisire in modo più artigianale e grazie alla collaborazione delle Università e delle comunità scolastiche. Questo è un altro elemento che a distanza di un anno ci fa dire come schizofrenica, distonica e contraddittoria è stata la gestione della pandemia sanitaria tra Stato e Regioni”, ha concluso de Magistris.

IL BOLLETTINO DEL 25 FEBBRAIO – Sono 2.385, di cui 278 identificati da test antigenici rapidi, i nuovi casi di contagio registrati in Campania nelle ultime 24 ore, a fronte di 23.649 tamponi di cui 3.897 antigenici. Lo comunica l’Unità di crisi della Regione Campania, specificando che dei nuovi positivi 1.959 sono asintomatici, 148 i sintomatici. I guariti sono 1.214, le vittime sono 29 (15 deceduti nelle ultime 48 ore e 14 morti in precedenza ma registrati ieri). Sono 131 i posti letto di terapia intensiva occupati (656 il totale di quelli disponibili) e 1.305 i posti di degenza (3.160 quelli complessivamente a disposizione).

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia