Vi siete divertiti? Avete mangiato sul lungomare? Bravi, ora siamo zona arancione e forse entriamo in zona rossa“. Rincara la dose il governatore della Campania Vincenzo De Luca dopo l’ultimo weekend di assembramenti e feste abusive documentate nella città di Napoli e non solo.

La Campania da domenica 21 febbraio è in zona arancione dopo oltre un mese in fascia gialla. Ma nonostante le nuove restrizioni, complici le belle giornate e i controlli difficili da attuare in tutte le zone della città, la folla ha continuato ad affollare le strade principali del capoluogo partenopeo. Discorso analogo anche a Salerno dove rispetto alla seconda ondata dello scorso ottobre, si registra un numero di contagi più alto.

A margine della presentazione dei nuovi treni Eav, la holding regionale che si occupa del trasporto pubblico (“entro il 2021 triplichiamo il numero dei treni in circolazione sulle tratte regionali”), De Luca attacca cittadini e forze dell’ordine: “Ho visto nel week end le transenne messe sul lungomare quando ormai non servivano più a niente. La sera dopo la sei, se ognuno fa quello che vuole, siamo perduti”. Il riferimento è alle piazze piene nel centro storico di Napoli dove nonostante le limitazioni si sono registrati assembramenti senza precedenti.

VACCINI – Sui vaccini il discorso resta sempre lo stesso. Il problema è legato alle scarse forniture che sta ricevendo l’Italia, e l’Europa in generale, da inizio gennaio.  “Noi siamo pronti – ha dichiarato De Luca – stiamo con le siringhe in mano, speriamo di essere in condizione a fare 80-90 mila vaccini al giorno per vaccinare Napoli entro l’estate. Ma con le riduzioni improvvise di vaccini è impossibile programmare e l’epidemia ce la portiamo avanti altri due anni“.

SCONTRO CON ZAIA – Il governatore riprende poi la polemica a distanza Luca Zaia, governatore del Veneto, sugli intermediari in campo per l’acquisto dei vaccini: “Penso sia una bestialità, qualche collega del Veneto lo ha proposto. Mi permetto di osservare che i vaccini sono un prodotto un po’ diverso dalla grappa barricata, quella puoi comprarla con gli intermediari, e neanche quella se vuoi la qualità, i vaccini assolutamente no”.

I vaccini “vanno acquistati – incalza De Luca – con rapporti tra governi nazionali e regionali, ma interloquendo con le aziende produttrici e subordinando il tutto ovviamente alle verifiche delle agenzie di controllo sanitario, Ema o perlomeno Aifa, a livello nazionale. A queste condizioni si può cercare anche sul mercato”.

Puntuale anche la polemica con il commissario all’emergenza Domenico Arcuri: “Restiamo sconcertati, da Roma non ci dicono nulla, e l’interlocuzione con l’attuale commissario è pessima. Non abbiamo concretamente la possibilità di fare una programmazione – aggiunge il governatore -. Un direttore generale di un Asl a fine febbraio non sa quanti vaccini arriveranno a marzo. Questo vuol dire che se devi vaccinare un cittadino, che ha bisogno del richiamo dopo 20 giorni, ci devi pensare dieci volte, perché non avendo certezza che si possa fare il richiamo rischi di produrre un danno al paziente. Questa è la condizione nella quale stiamo lavorando”.

 

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.