Accolta dal Tar del Lazio la sospensiva e bocciato nuovamente il Campidoglio che aveva tentato un’accelerazione agli spostamenti in mercati rionali. Dopo i banchi di via Cola di Rienzo, che dovevano sparire dalla strada più commerciale del quartiere Prati entro il 10settembre, il Tribunale amministrativo del Lazio ha adesso concesso la sospensiva anche per quelli di viale Giulio Cesare e dintorni.

Secondo Il Corriere della Sera si tratterebbe di 14 postazioni che potevano aprire ombrelloni e mercanzie su viale Giulio Cesare (11), su via degli Scipioni (2) e su via Germanico (1) e che invece avrebbero dovuto spostarsi all’interno del mercato di piazza dell’Unità.

Ma come per il caso di via Cola di Rienzo i titolari si sono rivolti al Tar, ed anche in questa volta è arrivata una sospensiva, fino al 5 ottobre, quando tutta la materia verrà discussa in una trattazione collegiale in camera di consiglio. Un ricorso accettato perché, come è scritto nella decisione del Tar “sussistono le condizioni per disporre l’accoglimento dell’istanza, nelle more della camera di consiglio”.

“Si tratta di un risultato per il momento temporaneo”, afferma al quotidiano di via Solferino l’avvocato che ha eseguito il ricorso per conto delle associazioni Arca, Associazione Roma commercio ambulanti, e Ana, Associazione nazionale ambulanti, “ma già significa molto per i miei assistiti che avevano manifestato ansia e preoccupazione per uno spostamento da realizzare a nemmeno sei giorni dalla conoscenza del provvedimento. Li ringrazio per la fiducia accordata e per la condivisione del mio metodo di lavoro”.

Un ricorso dovuto anche al fatto, come spiega il segretario dell’Arca, Maria Grazia Torre, “perché stiamo subendo di continuo queste delocalizzazioni oltre che le precedenti. Sono cinque anni che siamo vessati da questa amministrazione riguardo gli spostamenti, ed adesso pur di farli invelocità c’è stato un ulteriore abuso perché l’assessore al Commercio, Andrea Coia, ha usufruito del suo potere di fatto per commissariare il primo Municipio su questa materia. Per di più hanno stabilito le nuove collocazioni senza trattare mai con noi, come invece stabilisce la legge”.

Rimane ancora per qualche mese quindi il muro di furgoni, banchi e banchetti che soffoca i negozi e restringe il passaggio pedonale sui marciapiedi. Ciò che è sicuro è che la soluzione va trovata e il rinvio continuo della decisione sposta solo la polvere sotto al tappeto.

Redazione