Via le bancarelle da via Cola di Rienzo. La determinazione dirigenziale del 17 maggio scorso del Campidoglio, che dà esecuzione alla delibera di giunta del 7 maggio, e inviata tra gli altri alla presidente del Municipio Roma I, Sabrina Alfonsi, dispone di avviare l’istruttoria tecnico-amministrativa per la delocalizzazione delle bancarelle oggi situate in via Cola di Rienzo. La giunta capitolina per lo spostamento ha indicato – si legge nelle premesse alla determinazione – l’area posta in via Frà Albenzio e zone limitrofe quale sito di primaria destinazione delle postazioni commerciali da delocalizzare, fermo restando che, ove l’area suddetta dovesse risultare insufficiente a contenere tutte le postazioni commerciali da delocalizzare, sarebbe comunque possibili utilizzare le aree già adibite a spazi mercatali del Municipio Roma I.
IRA DE VITO

L’alternativa di via Frà Albenzio, indicata dal Campidoglio per le bancarelle oggi collocate in via Cola di Rienzo a Roma, secondo il presidente dell’Assemblea capitolina ed esponente del M5s, Marcello De Vito, è «assolutamente inconcepibile». In una nota De Vito spiega: «Trovo assolutamente inconcepibile la delocalizzazione delle attività commerciali su area pubblica da via Cola di Rienzo a via Fra Albenzio, commercialmente nettamente inferiore alla prima, disposta dall’assessore al Commercio Coia, che peraltro esercita poteri sostitutivi a quelli del I Municipio guidato dalla presidente Alfonsi del Partito democratico. Al netto del fatto che tutte le licenze erano state prorogate fino al prossimo ottobre qualche giorno fa con un intervento legislativo del Parlamento, circostanza che sembrerebbe ignorata dalla giunta, e tolto altresì che la giunta continua a disapplicare il decreto rilancio che prevede l’estensione fino al 2033, l’assessore al Commercio sembra dimenticare che le attività produttive della nostra città stanno attraversando una fase delicatissima, seppure di ripresa, e che in questo momento andrebbero sostenute e non colpite duramente. Pur consapevoli della necessità di favorire e promuovere il decoro delle attività commerciali su area pubblica – prosegue De Vito -, si ha l’impressione che la scelta di giunta e assessore sia frutto di un’inspiegabile pervicacia punitiva nei confronti di questo settore in cui lavorano 12.000 famiglie romane, a dispetto di altri settore commerciali che ricevono ben altri trattamenti. Mi auguro che l’Aula Giulio Cesare – conclude il presidente – voglia esprimersi in merito a questa delicata situazione ma soprattutto mi auguro che la presidente Alfonsi e il PD, finora rimasti silenti, assumano una posizione decisa a difesa del commercio e delle attività del I Municipio».

Sofia Unica