Pomeriggio di tensione ieri a Trigoria, il centro di allenamento della Roma. A scatenare il putiferio ci ha pensato il padre di Gianluca Scamacca, centravanti del Genoa ed ex tesserato delle giovanili giallorosse. L’uomo (che indossava una felpa del Sassuolo) si è introdotto all’interno del centro sportivo con una spranga e ha iniziato a devastare tutto quello che trovava: monitor, lampioni, i vetri di una volante e dell’auto di un vigilante. Poi si è scagliato contro i mezzi di calciatori e dirigenti danneggiando le auto di Tiago Pinto, Lombardo, Bruno Conti e De Sanctis. Non contento voleva attaccare la lupa in bronzo fatta realizzare dall’allora presidente Dino Viola. Una furia. Gli occhi iniettati di sangue, le urla e la rabbia in corpo. Per fermarlo ci sono volute sei persone, tra cui “Stellina” uno dei guardiani del centro tecnico: 148 kg di stazza per due metri di altezza.

BLOCCATO DALLA VIGILANZA

Il papà del giocatore ha approfittato di un momento in cui l’ingresso con la barra a livello era aperto e si è introdotto nel centro sportivo, terrorizzando i presenti. Nel giro di poco è stato tempestivamente fermato prima dalla sicurezza della Roma e poi dalle forze dell’ordine, che lo hanno arrestato. L’uomo è stato denunciato dalla polizia per danneggiamento e portato in ospedale per le cure del caso. Ancora non si conoscono i motivi che lo hanno spinto al raptus di follia. Scamacca, di proprietà del Sassuolo e in prestito al Genoa, è cresciuto nel settore giovanile della Roma, prima di trasferirsi in Olanda, al Psv Eindhoven, nel 2015, a soli 16 anni.

Sofia Unica