L’assessore Linda Meleo

Buche, ciclabili, manutenzioni e progetti futuri per far entrare Roma nel futuro. L’assessore ai Lavori Pubblici Linda Meleo fa il punto della situazione. E lo fa raccontando al riformista.it tutte le novità che da qui a dopo l’estate entreranno nel vivo. Dal centro alla periferia. Interventi importanti e controllo di lavori, passando per la sistemazione di buche e la creazione di nuovi percorsi dedicati alla mobilità sostenibile. Un’agenda fitta che ruba al piccolo Valerio Massimo (il figlio nato a fine dicembre) le attenzioni delle mamma. “Ma faccio questo anche e soprattutto per lui – dice – per tentare di lasciare una  città migliore per quando sarà più grande”.
E’ più difficile fare la mamma o l’assessore?

Non ho dubbi: fare la mamma assessore!

Scherzi a parte in questi giorni in città stanno spuntando come funghi e cantieri e strade chiuse per lavori. I maligni dicono che sia una mossa elettorale…

Beh, la vedo riduttiva come soluzione. Per far partire un cantiere a Roma c’è un iter lungo e complesso con mesi e mesi di programmazione. Vanno stilati progetti, avviate commissioni, fatti bandi da gara e tutto quello che è regolamentato dal Codice degli appalti. Per organizzare una simile macchina in funzione delle elezioni serviva davvero un genio del male. E poi basta guardare quanto abbiamo fatto finora per capire che il nostro lavoro è costante da anni. Non si tratta di sprint per il voto. Sarebbe inutile e riduttivo.

Ad esempio?

Abbiamo sanato situazioni ferme da più di cinquant’anni. Una su tutte? Piazza Venezia sicuramente, sfido chiunque a ricordare una pavimentazione senza dossi, buche, avvallamenti, sampietrini mancanti come è quella di oggi. Via Quattro Novembre sembra una tavola da biliardo, abbiamo deciso di decidere togliendo i sampietrini, anzi lasciandoli come decorazione a bordo strada per far spazio ad un asfalto elastico capace di attutire i colpi di autobus e traffico pesante. Ma prima di arrivare al centro abbiamo lavorato partendo dalla periferia, dalle aree spesso dimenticate dalle passate amministrazioni.

Quali?

Quali amministrazioni o quali strade?

Tutte e due le cose

Le amministrazioni che hanno abbandonato le strade di periferia direi tutte. Per le strade posso dirle che siamo partiti con cantieri su zone al limite dei confini del Comune: Borghesiana, San Basilio, Cinquina, Serpentara. E via dicendo. E non si è trattato di operazioni maquillage. Spesso siamo intervenuti scavando fino a 30 centimetri di massetto per evitare che alla prima pioggia si aprissero voragini.

E ora?

Siamo pronti per far partire un cantiere strategico: toglieremo i sampietrini da via Nazionale e la rifaremo da piazza della Repubblica a largo Magnanapoli.  E poi, novità assoluta di queste ore, abbiamo chiuso la gara per il rifacimento di viale Aventino. Anche qui spariranno i sampietrini che però torneranno a vivere su via del Corso.

Cioè?

I sampietrini che rimuoveremo andranno a creare la pavimentazione dell’area pedonale di via del  Corso.

A proposito di aree pedonali, in questi giorni tengono banco  le polemiche sulle ciclabili.

Si parla più di ciclabili che di covid, assurdo. E poi se ne parla con polemiche faziose e senza alcuna base.

Cosa intende?

Prendiamo l’esempio della criticatissima colata d’asfalto sulle sponde del Tevere. Vi sembra normale? Quella è un’opera in corso di ultimazione. Abbiamo fatto il massetto per la messa in sicurezza delle corsia per le bici e i monopattini. Ora siamo in attesa che la Sovrintendenza dia il via libera alla tonalità di vernice da adottare. Parlare di ecomostro sul Tevere, perché ho sentito anche queste cose, è davvero inaccettabile. Vedrete a opera finita che lavoro sarà. E soprattutto di quanto sarà utile per i ciclisti che potranno avere una corsia sicura, senza buche e realizzata con i massimi standard di sicurezza.

Ma ci sono delle ciclabili che non sono proprio il massimo. Prendiamo quelle di Ostia ad esempio o di parte della Tuscolana. Lì le bici vanno tranquille ma le auto fanno incidenti a raffica.

Vede, sono gli stessi problemi che vivono città con livelli di ciclabilità da record come Amsterdam o Copenaghen. A Roma non eravamo proprio abituati alla presenza delle biciclette. I cambiamenti hanno bisogno di periodi di assestamento. L’amministrazione Raggi in questo senso ha portato una vera e propria rivoluzione. Anche se è più facile dire che non stiamo facendo nulla o che facciamo tutto male. La realtà è che abbiamo messo in piedi e stiamo portando avanti una visione reale di città moderna.

Faccia qualche esempio?

La mobilità sostenibile con noi è cresciuta del 60%. Abbiamo realizzato più di 60 km di nuove piste ciclabili e stiamo cambiando il modo di vivere dei romani. Ora quasi tutti in casa hanno una bicicletta o un monopattino. Nuove forme di mobilità che alleggeriscono il peso del trasporto pubblico e abbassano il livello di inquinamento. Mi sembra anche superfluo dire quello che abbiamo fatto, al momento se vuole le posso dire quello che sto facendo in queste ore.

Prego…

Stiamo chiudendo le gare per la manutenzione straordinaria di importanti assi viari e la distribuzione dei fondi da destinare ai municipi. Le faccio un paragone: con l’amministrazione Raggi le risorse per sistemare buche e marciapiedi a gestione dei minisindaci sono triplicate, in alcuni casi anche quadruplicate, rispetto alla gesione di Ignazio Marino. Ora dite che non facciamo niente…

Franco Pasqualetti