Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden parla alla Nazione 24 ore dopo la partenza dell’ultimo aereo da Kabul. 19 anni e 47 settimane di guerra. L’Afghanistan invaso, liberato dai talebani che offrivano ospitalità ad Al Qaeda e abbandonato e lasciato di nuovo in mano agli estremisti islamici. “Non avevo intenzione di prolungare questa guerra eterna. E non avevo intenzione di prolungare una uscita infinita”, ha detto Biden. “Devo pensare alle minacce del futuro, non a quelle del passato”. Per Biden la fine dell’operazione in Afghanistan segna “la fine dell’era delle grandi operazioni militari per cambiare altri Paesi”.

Per il Presidente USA è stata uno “straordinario successo” l’evacuazione da Kabul. “La scadenza del 31 agosto per il ritiro dall’Afghanistan non era una data arbitraria ma una data per salvare vite americane”, ha aggiunto il Presidente. Sono ancora tra 100 e 200 gli statunitensi in Afghanistan, “e per loro non c’è nessuna scadenza. Li faremo uscire se vogliono uscire”. Biden si è preso tutta la responsabilità delle scelte e delle operazioni: come era apparso anche nei giorni scorsi, provato ma ostinato. “Di fronte all’avanzata dei talebani avevamo due scelte: o seguire gli accordi fatti dal mio predecessore Donald Trump o inviare altre migliaia di soldati in una escalation della guerra”. Insomma gli accordi del predecessore, firmati a inizio 2020, hanno cambiato tutto. E se Washington non avesse rispettato quella firma, gli attacchi talebani sarebbero ripartiti.

E quali sarebbero queste nuove minacce che gli USA devono affrontare: “Era ora di finire questa guerra. C’è un mondo nuovo e dobbiamo difendere gli Usa da nuove minacce. La nostra strategia deve cambiare. Non avevamo bisogno di continuare una guerra di terra – ha continuato il presidente – Il mondo sta cambiando dobbiamo affrontare le sfide di questo secolo e la competizione con la Cina o la Russia, continuando a combattere il terrorismo“. Biden insomma definisce i contorni di scelte obbligate, non mette in discussione praticamente nulla.

Ieri la foto dell’ultimo soldato americano a lasciare l’Afghanistan: il generale di divisione Chris Donahue, ritratto in una foto da una telecamera con visione notturna che resterà nella storia. Il cargo C-17, l’ultimo, è partito ieri notte. Missione finita, anzi compiuta per Biden che non si è detto d’accordo sulle critiche che hanno osservato come l’evacuazione dovesse essere messa in atto settimane se non mesi prima. “Eravamo pronti quando gli afgani hanno visto il loro governo collassare e il presidente scappare”. I numeri del ritiro: “il 90% degli americani che desideravano”, oltre 5.500 e decine di migliaia di afghani. Una “missione di misericordia” possibile grazie al “coraggio incredibile” di militari e diplomatici”. Omaggiati anche i caduti, 13 soldati, morti nell’attentato rivendicato dal gruppo Isis-K di giovedì 26 agosto, oltre 170 le vittime dell’attacco. “Con voi non abbiamo finito”, ha detto il Presidente riferendosi al gruppo legato al sedicente Stato Islamico.

“Siamo andati lì per al Qaeda … abbiamo ucciso bin Laden dieci anni fa e decimato al Qaeda. Era il momento di finire questa guerra. Questo è un mondo nuovo dove il rischio terroristico è ‘metastatizzato'”, ha aggiunto Biden. Il Presidente è stato criticato aspramente nelle scorse settimane, soprattutto dopo l’entrata a Kabul degli “studenti di dio” lo scorso 15 agosto. Una “vergogna” secondo molti repubblicani la fine della missione che ha lasciato a terra circa 200 americani “alla mercè dei talebani”. Il presidente ha “creato un disastro, abbandonando degli americani e i nostri interessi”, ha denunciato la presidente del Gran Old Party, Ronna McDaniel. “Questo prova quello che sapevamo già: Biden è incapace di servire come commander in chief, gli Stati Uniti e il mondo sono meno sicuri a causa sua”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.