Nessuno ieri è andato a prendere a casa gli oltre quattromila studenti disabili per portarli a scuola. Attendevano come ogni giorno sulla porta con zainetto e merenda, e per loro non sarà l’ultimo giorno che rimarranno a casa. I lavoratori della Vincenzo Tundo Spa, che per conto di Roma Capitale si occupa del trasporto scolastico dei giovani fragili, non ricevono le mensilità e negli scuolabus manca anche il gasolio.

Non percepiamo stipendi da maggio e da giugno”, e ancora: Non ci sono soldi per il gasolio, per gel e mascherine, la spia dell’olio è sempre accesa, non ci sono più i depositi e le vetture le parcheggiamo sotto casa nostra, i mezzi hanno pneumatici lisci e non vengono sanificati”, dicono i sindacati. Nessun controllo sulle disposizioni anti-Covid per dipendenti e bambini, per non parlare delle revisioni sui mezzi che influiscono sulla sicurezza stradale.

Secondo la prefettura, che sta seguendo da vicino la questione e che ha chiesto a Roma Capitale un “intervento d’urgenza per tutelare il di ritto allo studio di questi studenti fragili”, manca anche l’assicurazione. Un’eventualità che dovrà essere verificata sui circa 180 pulmini (anche se sarebbero 150 quelli funzionanti), “nonostante – dicono i lavoratori – la manutenzione sia totalmente assente”.

Di tutti quelli solitamente utilizzati ieri ne sono rimasti fermi 125 (tranne che nei municipi I e II dove il servizio è affidato a un’altra società, la Sia). Il disservizio ha lasciato a casa 4500 dei 5mila studenti e studentesse disabili che avrebbero diritto al trasporto. Solo in pochi riusciti ad andare a scuola e chi è andato lo ha fatto grazie ai genitori. Chi, senza altre alternative, è riuscito a prendere un permesso da lavoro (e lo dovrà continuare a fare finché la Tundo non ripristinerà gli scuolabus).

La Vincenzo Tundo Spa lavora con il Comune di Roma dal 2013 e negli ultimi anni il servizio di trasporto di ragazzi disabili è stato più volte rinnovato. Maria Palma Del Sole, general manager della società, ha anche fatto una donazione (di 1.500 euro) alla ex-sindaca di Roma Virginia Raggi per sostenere la sua recente campagna elettorale.

E chi, come riporta Repubblica, è doppiamente vittima della situazione: sia mamma di un bambino disabile che lavoratrice della Tundo spa. Ci siamo confrontati con le famiglie degli studenti, abbiamo capito i ruoli e le difficoltà dell’altro. In questo periodo di crisi solo la coscienza dei lavoratori ha permesso di non interrompere il servizio. Il nostro è un lavoro delicato”.

I conducenti ora dicono basta, dal sindacato fanno sapere che i dipendenti della Tundo non possono “pagare mutui, affitti, qualcuno non ha soldi per gli alimenti”. “I lavoratori sono arrivati allo stremo”, si legge in una lettera che il segretario generale Filt Cgil Rieti Roma Est Valle dell’Aniene, Alessandro Farina, ha inviato al prefetto Matteo Piantedosi, chiedendo l’apertura di un tavolo. Una richiesta a cui si dovrebbe acconsentire mettendo uno di fronte all’altro Tundo Spa, Roma Capitale e una rappresentanza dei conducenti, anche se quello che conta nell’immediato è garantire il diritto allo studio ai bambini.

Riccardo Annibali