Anche in Campania si parte con la somministrazione della terza dose di richiamo anti-covid, cosiddetta booster, anche per over 60 e persone con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti o preesistenti di età uguale o maggiore a 18 anni. L’Asl Napoli 1 Centro ha diramato un comunicato in merito in linea con le indicazioni del ministero della Salute e della Regione. Ma tra le indicazioni non compaiono le persone con disabilità psichica. A lanciare l’allarme e a chiedere un chiarimento è Carlo Falcone, presidente di Sudd e dell’Associazione Arte Musica e Caffè che gestisce una gastronomia sociale in cui operano persone con disabilità psichica.

Dopo aver letto l’elenco delle persone fragili a cui è destinata la terza dose del vaccino, non trovando le persone con disabilità psichica ha subito inviato una segnalazione a Paolo Colombo, Garante dei Disabili della Regione Campania. “Le pongo un quesito – ha scritto Falcone al Garante –  da più persone, compresa la mia famiglia, è stata segnalata una incresciosa situazione cioè che nell’autocertificazione di fragilità per ricevere la terza dose del vaccino non compaiono tra i soggetti fragili le persone con disabilità psichica”. Il tema è da sempre molto delicato e dibattuto. Le forme di disagio mentale sono talvolta difficilmente individuabili e le persone che ne sono affette e le loro famiglie spesso devono sottoporsi a difficili visite che dichiarino il loro stato di salute e per questo motivo succede anche che per motivi meramente burocratici gli siano negati diritti. Un paradosso che rende ancora più complicata la situazione di tante famiglie.

Questa volta la situazione è ugualmente ambigua come già successo per il vaccino. Le persone con disabilità psichica ancora una volta non sono state incluse nell’elenco diramato dall’Asl. Sono o non sono pazienti fragili? “Si rinnova una ulteriore discriminazione per i sofferenti psichici come era accaduto tempo fa per la prima vaccinazione. Sembra che esiste una resistenza culturale nei confronti di chi ha una patologia cronica nel campo della salute mentale”, dice Carlo Falcone nel denunciare una situazione che ogni volta si ripete allo stesso modo. Il garante dei Disabili chiederà chiarimenti agli organi competenti della Regione Campania.

Quando arrivò il vaccino si diede infatti priorità ai pazienti fragili. Anche allora persone con disagio mentale vennero escluse in un primo momento e poi integrate. In quei giorni carlo Falcone scrisse sul Riformista: “Prima di tutto, se vogliamo fare un ragionamento strettamente biologico, con tutti gli psicofarmaci che i sofferenti psichici assumono da anni, di cui solo a volte si conoscono adesso le vere conseguenze, questo da solo rende tali pazienti estremamente fragili fisicamente. Ma l’argomento che continua a sconvolgermi è che l’approccio verso le persone è sempre e soltanto disumano, non dignitoso e non relazionale. Si tratta il sofferente (e non solo quello psichico) come un oggetto da riparare dimenticando la sfera empatica e psicologica che è parte predominante della cura di una persona e quindi dell’intera famiglia e comunità in cui vive”.

“Ormai sono frequenti le immagini di persone che vengono accompagnate in ospedale in situazioni asettiche, con infermieri e medici vestiti con tute anti-contagio che fanno impressione solo a guardarle. Senza dimenticare quelli che sono deceduti in ospedale da soli senza l’affetto dei parenti più cari. Immaginate un uomo o una donna fragili mentalmente come si sentono in questi frangenti dove anche chi dispone di maggiori strumenti caratteriali per affrontare tali situazioni, alla fine, muore di sconforto e solitudine? Tremo al solo pensiero che possa accadere alle persone alle quali voglio bene  – concluse Falcone –  Mi auguro che le istituzioni comincino a ragionare che anche chi è fragile nella relazione e nella psiche va vaccinato e non trattato come persone di livello inferiore”.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.