Si apre un giallo sulla strage del Boeing 737 della Ukraine International Airlines che si è schiantato poco dopo il decollo dall’aeroporto internazionale Imam Khomeini di Teheran questa mattina, provocando la morte di 176 persone.

L’Iran infatti ha deciso di non consegnare alla Boeing le scatole nere dell’aereo. Ad annunciarlo è stato il dell’aviazione civile iraniana Ali Abedzadeh secondo quanto riporta l’agenzia di stampa iraniana Mehr, ripresa dall’agenzia Reuters sul suo sito. Abedzadeh ha aggiunto che non è ancora chiaro in quale Paese l’Iran invierà le scatole nere in modo da analizzare i dati.

IL VELIVOLO PRECIPITATO – Boeing è “consapevole delle notizie di stampa dall’Iran e stiamo raccogliendo più informazioni”, ha fatto sapere ad AP il portavoce della società con sede a Chicago. Boeing, come gli altri produttori di aerei, in genere dà assistenza nelle indagini sugli incidenti. Tuttavia in questo caso su questi sforzi potrebbero influire le sanzioni Usa imposte all’Iran da quando Donald Trump si è ritirato unilateralmente dall’accordo sul nucleare iraniano a maggio del 2018. L’aereo caduto è un Boeing 737-800, un aereo passeggeri bimotore usato per voli a breve e medio raggio. Migliaia di questi velivoli sono usati dalle compagnie aeree in tutto il mondo. Introdotto alla fine degli anni ’90, si tratta di un modello più vecchio rispetto al Boeing 737 MAX, che sono a terra da 10 mesi a seguito di due incidenti aerei. Ukraine International Airlines ha riferito che il velivolo che è precipitato oggi era stato costruito da Boeing nel 2016 ed era stato sottoposto alla manutenzione di routine l’ultima volta lunedì.

LA RICOSTRUZIONE IRANIANA – Resta poco chiaro cosa sia successo. Un portavoce del ministero iraniano per i Trasporti, Qassem Biniaz, citato dall’agenzia di stampa di Stato iraniana Irna, ha riferito che pare che fiamme si siano sviluppate in uno dei motori e quel punto il pilota ha perso il controllo del velivolo, che si è schiantato al suolo. Il capo della commissione di inchiesta sullo schianto aereo, Hassan Razaeifar, dice che pare che il pilota non abbia potuto comunicare con i controllori di volo a Teheran negli ultimi momenti.

L’INDAGINE UCRAINA – L’Ucraina, dal canto suo, si è offerta di collaborare alle indagini: “Stiamo preparando un gruppo di specialisti per aiutare con le operazioni di ricerca e con le indagini sulle cause dello schianto”, ha fatto sapere il premier ucraino Oleksiy Honcharuk. In un primo momento l’ambasciata ucraina aveva fatto sapere che “secondo le informazioni preliminari, l’aereo si è schiantato a causa di un guasto al motore per motivi tecnici”, escludendo di fatto l’ipotesi di attacco missilistico o terroristico.

A seguito dell’incidente la compagnia Ukraine International Airlines ha sospeso a tempo indefinito i voli per Teheran. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che ha interrotto anticipatamente la sua visita in Oman per rientrare a Kiev, ha ordinato ispezioni su tutti i voli civili nel Paese “indipendentemente dalle conclusioni relative allo schianto in Iran”.

L’IPOTESI MISSILE – Sullo sfondo c’è l’ipotesi che l’aereo sia stato colpito da un missile iraniano diretto in Iraq. A riferirlo è l’emittente televisiva al Hadath, che fa parte del gruppo della saudita al Arabiya. Secondo la tv il Boeing ucraino sarebbe finito nella traiettoria di un missile lanciato dai Guardiani della Rivoluzione iraniana, i Pasdaran, nell’ambito dell’operazione “Soleimani martire” contro le basi americane in Iraq.