I principali social network stanno mettendo in atto una politica di oscuramento delle fake news sul coronavirus. È una tendenza in atto da metà marzo. Facebook ha comunicato di aver adottato tale decisione il 26 marzo, Twitter il giorno successivo. A occuparsene delle squadre di moderatori mentre i social hanno dato spazio e aperto a collaborazioni con l’Organizzazione mondiale della Salute e con altre piattaforme o applicazioni per promuovere l’informazione sulla pandemia. Le bufale oscurate da tale politica vanno dalle dichiarazioni dei politici, alle tesi complottiste, ai farmaci fatti passare come il rimedio miracoloso alla pandemia.

Tra i primi a farne le spese il presidente brasiliano Jair Bolsonaro. Nazionalista, di estrema destra, Bolsonaro continua a ripetere che il coronavirus non è poi così diverso da una normale influenza. Ha dichiarato che l’Italia ne è così fortemente colpita perché è un Paese di vecchi. Domenica 29 marzo Bolsonaro era stato ripreso mentre passeggiava nella capitale Brasilia e, incurante, salutava i cittadini e non si preoccupava di rispettare le norme di sicurezza che si stanno adottando in quasi tutti i Paesi del mondo. Facebook, Twitter e poi anche Instagram hanno cancellato il video che riprendeva la passeggiata. E Bolsonaro si è difeso dicendo: “Non ero mica a passeggio, ero andato a vedere il mio popolo”. A causare l’atteggiamento del presidente brasiliano è probabilmente il rischio per il suo Paese di un collasso economico: “Se la disoccupazione continua a evolversi come sta facendo adesso, causerà più morti che l’epidemia. ma per altri motivi, come la depressione e il suicidio”. Infine Bolsonaro è tornato a minimizzare il pericolo che il Covid-19 può rappresentare: “Se uno ha meno di 40 anni, solo nello zero virgola qualcosa per cento dei casi la malattia causa la morte”.

Altro politico che si è visto cancellare dai social un post è Rudy Giuliani. Il politico statunitense, repubblicano, avvocato e consigliere del presidente Donald Trump, ex sindaco di New York e promotore della strategia “tolleranza zero”, era intervenuto sull’emergenza definendo l’idrossiclorochina come al “100 per cento efficace” contro il coronavirus. Negli ultimi giorni infatti Facebook e Twitter stanno cancellando i post che promuovo in maniera fuorviante il farmaco. Testato a Marsiglia dal professore Didier Raoult, in combinazione con un antibiotico, ha dato vita a un vivace dibattito scientifico, anche se i test al momento non permettono di affermare la sua completa efficacia. E infatti si sono verificati dei casi da intossicazione da Plaquenil (nome commerciale dell’idrossiclorochina) proprio in Francia, nella regione della Nouvelle-Aquitaine. Il farmaco era stato celebrato anche da Bolsonaro e Trump lo ha definito un “dono del cielo”. L’agenzia del farmaco degli Stati Uniti (US Food and Drug Administration, FDA) ha autorizzato comunque il 30 marzo l’uso della clorochina e dell’idrossiclorochina, farmaci anti-malaria, specificando tuttavia che la pericolosità del farmaco non è stata studiata per i casi di coronavirus.

Queste regole di moderazione “globale”, come le ha definite Twitter interpellato da Le Monde, non risparmiano le tesi complottiste. Una delle più virali è quella, proveniente dagli ambienti suprematisti e dell’estrema destra, secondo la quale i neri non potrebbero contrarre il coronavirus. Una bufala naturalmente.