Un inferno. Non ci sono altre parole per descrivere quanto accaduto dal tardo pomeriggio di giobedì nelle Marche e in particolare nelle province di Ancona e Pesaro-Urbino: le prime avvisaglie erano arrivate dal mattino, con una pioggia incessante che attorno alle 19 si è trasformata in bomba d’acqua, facendo cadere in due ore circa 400 millimetri d’acqua, la quantità che in quella zona cade in circa sei mesi.

Il bilancio, purtroppo provvisorio, è drammatico: “Sono almeno sei i morti e cinque i dispersi”, aveva spiegato nella notte tra giovedì e venerdì all’agenzia LaPresse Stefano Stefoni, direttore protezione civile e sicurezza del territorio della Regione Marche. Quattro delle sei vittime sono state ritrovate in un garage a Pianello di Ostra (Ancona), una a Trecastelli (Ancona) e una Barbara (Ancona).

Alle sei vittime comunicate nella notte si aggiungono altri tre decessi: un settimo uomo, il cui corpo è stato recuperato a Bettolelle, una frazione del comune di Senigallia, dai vigili del fuoco, travolto dall’acqua mentre era a bordo della sua auto. Le altre tre vittime sono state comunicate dalla prefettura di Ancona alla sala operativa del Dipartimento della Protezione Civile, che ha segnalato anche quattro dispersi. Almeno 50 i feriti trasportati in diversi ospedali e centinaia gli sfollati.

Tra i dispersi c’erano anche una mamma col figlio. A raccontarlo era stato un testimone che è scampato alla morte arrampicandosi su un albero nei pressi di Molino Mariani a Barbara, in provincia di Ancona. Da lì ha visto “trascinare dal fiume Mise in piena l’auto con a bordo mamma e figlio”.

Come riporta l’Ansa, al momento la donna è stata tratta in salvo: sarebbe riuscita a lasciare l’auto con il bambino in braccio ma sarebbe poi stata nuovamente travolta. I vigili del fuoco l’hanno soccorsa e salvata nella notte ma al momento del bambino, di 6 anni, non c’è traccia.

Ma un ulteriore allarme arriva da Barbara, dove è stata accertata una delle sette vittime del maltempo: il sindaco Riccardo Paqualini ha infatti annunciato che “al momento sono dispersi una madre con una figlia che cercavano di scappare“.

Madre, di 56 anni, e figlia 17enne, sono state travolte dalla furia dell’acqua intorno alle 21 di ieri mentre stavano cercando di lasciare l’abitazione a bordo di due auto. Il figlio della donna, 21enne, era stato trascinato dalla corrente del Nevola ma è riuscito a salvarsi attaccandosi a un ramo di una grossa pianta per 2 ore.

L’allarme era scattato inizialmente a Cantiano, piccolo comune di 2mila anime, colpito dalla bomba d’acqua che aveva trasformato le strade in fiumi, trascinando via le auto come dei giocattoli. “Una bomba d’acqua si sta abbattendo su Cantiano”, aveva detto il sindaco Alessandro Piccini sui social dando l’allarme. “Diversi fiumi sono straripati. L’acqua ha invaso le vie centrali del paese. Diverse zone sono già sommerse. La viabilità comunale è interrotta in diversi tratti. Chiusa la statale direzione Gubbio. Invitiamo la cittadinanza a mantenere la calma ed evitare situazioni di rischio”.

Situazione gravissima anche a Senigallia, dove ha esondato il fiume Misa: una situazione già vissuta dalla città nel maggio del 2014, con un’alluvione che causò 4 vittime. Tutte le arterie principali e i ponti della città sono chiusi al traffico ed è stato chiuso anche il casello sull’autostrada A14.  Il maltempo che ha colpito l’entroterra di Senigallia ha trascinato a valle lungo il fiume Misa “parecchi tronchi di alberi e piante che hanno ostruito il ponte Garibaldi, lì il fiume è esondato sul lato destro”, ha detto all’Ansa il direttore della protezione civile regionale delle Marche Stefano Stefoni.

E con la conta dei danni e dei morti ancora in corso, c’è spazio anche per le polemiche. Il maltempo era stato annunciato da un’allerta gialla emanata dalla Protezione civile regionale, quella di livello più basso dunque, un quadro ben diverso da quanto poi accaduto. Per Stefano Aguzzi, assessore alla Protezione civile delle Marche, “non era nemmeno prevista una simile pioggia così insistente. E abbiamo avuto questa esondazione così repentina e improvvisa che non ha dato spazio per altro purtroppo”, ha spiegato ai microfoni di Rainews24.

“E‘ abbastanza evidente che l’evento, per come si è manifestato, è stato molto peggiore di quello che era stato previsto“, sono state invece le parole del capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, u quanto accaduto questa notte nelle Marche.

Ma per per Maurizio Greci, sindaco di Sassoferrato (Ancona), qualcosa non ha funzionato, commentando con rabbia il mancato avvertimento sul disastro naturale che li avrebbe colpiti di lì a poco: “Non avevamo ricevuto nessuna avvertimento particolare, soltanto una allerta gialla della Protezione civile per vento e pioggia. Niente che potesse far presagire un disastro del genere”.

Sono 400 gli interventi finora effettuati dai vigili del fuoco tra le province di Ancona e Pesaro Urbino flagellate dal maltempo. Oltre 300 i vigili impegnati. Nel Pesarese, a Serra S.Abbondio, un elicottero del Corpo ha soccorso 5 persone in difficoltà; altre due sono state soccorse sul monte Catria.

Redazione