Nelle prossime ore, al massimo giorni, sono attese inversioni a U spericolate nel sottogoverno Draghi. Dopo l’ufficialità dei 39 sottosegretari , quasi equamente divisi con 19 donne e 20 uomini,  l’analisi dei nomi fa spuntare fuori personaggi che in passato sono stati protagonisti di frasi avventante, gaffe e posizioni politiche di fatto incompatibili con l’attuale esecutivo guidato dall’ex numero della Banca centrale europea.

Qualche esempio? Impossibile non partire da Carlo Sibilia, riconfermato sottosegretario all’Interno per il Movimento 5 Stelle, che nel febbraio 2017 definiva il ‘suo’ presidente del Consiglio un “bankster”, unione di banker e gangster, auspicando il suo arresto. Lo stesso Sibilia che sui social definì nel 2014 lo sbarco sulla Luna “una farsa”, ribadendo quattro anni dopo il concetto parlando di “episodio controverso”. Un curriculum che meritava sicuramente un premio nei meandri del sottogoverno.

Non va meglio se si analizzano gli “scivoloni” social della senatrice leghista Stefania Pucciarelli, nuova sottosegretaria al ministero della Difesa guidato dal Pd Lorenzo Guerini. Furono proprio i Dem ad accusarla quando, nel governo Conte 1 a trazione giallo-verde, venne nominata presidente della Commissione diritti umani. Incarico che strideva con il ‘like’ messo ad un post su Facebook di un utente che scriveva così: “La prima casa agli italiani, agli altri un forno gli darei”. La Pucciarelli in quell’occasione fu costretta a scusarsi, definendo il ‘like’ frutto di una “distrazione”.

Altra figura che stride col ribattezzato “governo dei migliori” di Draghi è quello di Lucia Borgonzoni. La leghista, ex candidata governatore dell’Emilia Romagna e già sottosegretaria alla Cultura nel primo governo Conte, ha ritrovato proprio quel posto con Draghi. “L’ultima cosa che ho riletto per svago è Il castello di Kafka, tre anni fa”, è la memorabile frase che pronunciò a Un Giorno da Pecora il 2 luglio 2018, ma durante la campagna elettorale in Emilia Romagna contro Stefano Bonaccini si rese protagonista di altre ‘perle’, disse infatti che la Regione confinava col Trentino, poi propose di tenere gli ospedale regionali “aperti di notte, di sabato e di domenica, come in Veneto”, cosa che ovviamente era già ampiamente funzionante.

Tornano ai 5 Stelle, riconfermata come viceministro all’Economia Laura Castelli: di lei è impossibile dimenticare il siparietto con Pier Carlo Padoan a ‘Porta a Porta’. Mentre l’ex ministro dell’Economia parlava degli effetti sui mutui dell’aumento dello spread, la Castelli, all’epoca sottosegretario al Ministero dell’Economia, chiosò il suo ragionamento con un “questo lo dice lei” diventato col tempo un ‘meme politico’.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia