Non ce l’ha fatta Mustapha Zriba, il 36enne tamponato da un’auto, poi fuggita via, mentre si trovava insieme a un amico su una bicicletta con pedalata assistita. L’uomo è deceduto nelle scorse ore all’ospedale del Mare dove era ricoverato dalla sera di mercoledì 8 dicembre. Lascia la compagna e due figli piccoli. Troppo gravi le ferite riportate alla testa durante la caduta avvenuta a Pianura, periferia occidentale di Napoli, all’altezza della rotonda di Don Giustino Russolillo, lungo via Montagna Spaccata.

L’incidente, secondo quanto ricostruito dagli agenti della sezione Infortunistica stradale della polizia municipale di Napoli, guidati dal capitano Antonio Muriano, è avvenuto poco dopo le 22 di sera sotto una pioggia battente. Mustapha, padre tunisino e madre italiana, residente dalla nascita nel quartiere di Soccavo, stava tornando a casa insieme a un amico. Si trovavano in due su una bicicletta con pedalata assistita quando sono stati urtati da un’auto. L’impatto, probabilmente causato oltre che dalla velocità sostenuto anche dal forte temporale che ha interessato la città nelle scorse settimane, ha fatto perdere l’equilibrio alla coppia.

Il 36enne, che non era alla guida della bici, è caduto battendo violentemente la testa. Ferite lievi invece per l’amico. Entrambi sono stati soccorsi dai sanitari del 118. Mustapha è stato portato all’ospedale del Mare e ricoverato in Rianimazione. Le sue condizioni sono apparse sin da subito critiche e nella giornata di lunedì 13 dicembre i medici hanno dichiarato la morte cerebrale dell’uomo con i familiari che non si sono opposti alla donazione degli organi per salvare altre vite. Nelle prossime ore verrà effettuata l’autopsia sul corpo del 36enne.

Le indagini per far luce sul tragico incidente vanno avanti e gli agenti stanno vagliando le immagini delle telecamere di videosorveglianza per arrivare all’identificazione della vettura che ha tamponato i due uomini che, stando al comma 5 dell’articolo 182 del codice della strada, non potevano viaggiare in due sulla bici. “È vietato trasportare altre persone sul velocipede a meno che lo stesso non sia appositamente costruito e attrezzato. È consentito tuttavia al conducente maggiorenne il trasporto di un bambino fino a otto anni di età, opportunamente assicurato con le attrezzature, di cui all’articolo 68, comma 5”.

I caschi bianchi proveranno a sentire nuovamente l’amico di Mustapha, l’uomo alla guida della bicicletta, ricoverato non in gravi condizioni all’ospedale Cardarelli di Napoli, per provare a ricostruire la dinamica e a fare chiarezza sull’indicente. Non è escluso che il pirata della strada possa costituirsi nelle prossime ore, soprattutto dopo aver appreso dai media la notizia del decesso del 36enne.

E’ questo l’auspicio dei familiari di Mustapha che sui social chiedono a chiunque sapesse qualcosa di parlare. Non si dà pace il cugino della giovane vittima: “Questa tragedia può capitare a chiunque ma almeno potevi chiamare i soccorsi invece di scappare perché hai distrutto una vita di un ragazzo e della sua famiglia”.

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.