Il Comitato Tecnico Scientifico mantiene la linea: niente deroga all’apertura degli stadi fino a quando non ci saranno le condizioni epidemiologiche adatte. Al momento l’ingresso negli stadi è consentito a un massimo di mille spettatori per ogni match. La proposta delle Regioni era quello di aumentare gli ingressi al 25% della capienza.

Il Ctsha reso noto in un comunicato stampa di essersi riunito oggi per analizzare il documento ricevuto dal Ministro della Salute relativo alla partecipazione del pubblico alle manifestazioni sportive, predisposto dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome. Al riguardo, per quanto riguarda la partecipazione del pubblico agli eventi delle diverse discipline sportive e delle diverse serie, “confermando che essi rappresentano la massima espressione di criticità per la trasmissione del virus – anche in considerazione del recente avvio dell’anno scolastico, il cui impatto sulla curva epidemica dovrà essere oggetto di analisi nel breve periodo – il CTS ritiene che, sulla base degli attuali indici epidemiologici ed in coerenza con quanto più volte raccomandato, non esistano – al momento – le condizioni per consentire negli eventi all’aperto e al chiuso, la partecipazione degli spettatori nelle modalità indicate dal documento predisposto dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome”.

Il punto al centro del tavolo è l’approvazione di alcune Regioni delle linee guida per aumentare la capienza al 25% degli impianti. Il Comitato ritiene al contrario che per poter rivedere le attuali condizioni si dovrà attendere almeno fino alla metà di ottobre. Fino ad allora, dunque, 1.000 spettatori all’aperto e 200 al chiuso.

Il tema sembra ripercorrere in parte il tira e molla dello scorso maggio quando, passata la fase più acuta della pandemia, tra protocolli, pressioni dell’ambiente e linee guida del Cts, il dibattito si era accanito fino alla ripartenza dei campionati. In quel caso portati a termine senza alcuno spettatore.

Al momento i 1.000 spettatori non comprano il biglietto come di consueto. Sono di solito scelti dagli sponsor oppure dalla società con dinamiche che non sono state chiarite sempre a fondo. In alcuni casi sono stati invitati membri del personale sanitario come omaggio per il sacrificio in corsia durante i mesi dell’emergenza covid. Le prime Regioni apri-pista per il ritorno sugli spazi sono state Emilia Romagna e Veneto. Per la Supercoppa UEFA tra Bayern Monaco e Siviglia a Budapest è stato concesso l’ingresso a quasi 16mila persone. Una decisione che ha suscitato molte critiche a livello locale (il sindaco della capitale era contrario).