E’ ripresa alle 15 la campagna vaccinale con AstraZeneca e il governatore della Campania Vincenzo De Luca rassicura: “Abbiamo già vaccinato 140mila persone con Astrazeneca, 120mila nell’ambito del personale scolastico e 20mila tra le forze dell’ordine, senza registrare alcun effetto di particolare rilievo” spiega nel corso della consueta diretta Facebook del venerdì. “Capisco che ci sono ancora preoccupazioni – aggiunge – ma dopo che l’Ema ha certificato che si tratta di un vaccino sicuro dobbiamo procedere usando la ragione. Vacciniamoci con grande serenità”.

I NUMERI DELLA CAMPAGNA VACCINALE –  “Abbiamo vaccinato 633mila persone con la prima dose e altre 211 mila con la seconda dose. Dobbiamo arrivare – osserva – a 4 milioni e 600 mila prime dosi entro la fine dell’anno per essere fuori dal calvario. Inoltre abbiamo completato la seconda dose per tutto il personale ospedaliero, un risultato strategico per avere ospedali sicuri”. Sulle categorie a rischio e gli anziani precisa: “Abbiamo iniettato la prima dose al 73% degli over 80, circa 120 mila persone. Altri 63000 hanno avuto la seconda dose. Per quanto riguarda le forze dell’ordine abbiamo vaccinato il 73%, circa 20 mila persone. E siamo partiti con i pazienti fragili e gli ultra settantenni tra i 70 e i 79 anni con 2000 persone già vaccinate. Per i fragili – ha proseguito – contiamo sulla collaborazione dei medici di famiglia ai quali chiediamo forte mano per vaccinare in tempi rapidi la categoria. Poi ci sono quelli con disabilità grave ai sensi della legge 104. Questa seconda categoria graverà essenzialmente su strutture pubbliche. Noi dobbiamo dare una corsia preferenziale alle due categorie che insieme rientrano nei fragili”.

Sull’emergenza coronavirus e la Campania che resterà in zona rossa per la terza settimana di fila, De Luca mantiene alta l’allerta: “La situazione oggi è delicata. Nella settimana dal 1° al 7 marzo l’indice Rt regionale era dell’1,5, nella settimana dall’8 al 14 marzo è dell’1,65. Dobbiamo stare attenti – ha aggiunto – perché siamo la regione più a rischio, perché abbiamo la maggiore densità abitativa d’Europa, oltre che d’Italia. Quindi la facilità di trasmissione del contagio, soprattutto delle ultime varianti, è grande, e non possiamo scherzare o sottovalutare. Una persona ne può contagiare quasi due. Quello che dobbiamo decidere, dobbiamo deciderlo, perché il primo valore è la vita da difendere”.

La situazione negli ospedali resta sotto controllo: “Ancora oggi abbiamo un numero grande di sintomatici, ogni giorno servono 50 posti letto in più nelle strutture ospedaliere. Ma, ad oggi, reggiamo nelle terapie intensive e anche nelle degenze, diversamente dal Piemonte non abbiamo chiuso altri reparti”. Il governatore chiarisce che l’occupazione delle terapie intensive è “al 27%, la soglia critica è al 30%. Se andiamo oltre, diventerà inevitabile chiudere altri reparti. Per le degenze siamo sul 37%, oltre il 40-45% cominciamo ad avere una situazione di affanno”.

GLI ERRORI: “DOVEVAMO PRODURRE VACCINI” – “Abbiamo avuto cose probabilmente inevitabili, siamo stati la prima area d’Europa a essere investita dall’onda del contagio, ma tante cose si potevano evitare. Sicuramente quello che è accaduto nelle Rsa – ha aggiunto – poteva essere evitato con scelte più responsabili e, in qualche territorio, con qualche decisione da prendere con un po’ di coraggio, con zone rosse da istituire subito, prima di essere costretti a contare i morti a centinaia. Cose che potevamo evitare per il mondo della scuola, dove abbiamo scontato mesi di impreparazione e vacuità. Abbiamo assistito a cose sbagliate, il mercato nero dei vaccini, cosa che ha danneggiato in modo particolare la Campania. Ma soprattutto abbiamo scontato la mancata decisione sul punto fondamentale, cioè organizzarci per produrre in Italia i vaccini. Questa probabilmente era la cosa principale da decidere, a febbraio e marzo di un anno fa. Credo sia stato il principale errore fatto dall’Italia”, ha concluso.

Redazione