Non si ferma l’attività delle procure in tutte Italia sui decessi “sospetti” dopo la somministrazione del vaccino. Nel giorno in cui l’Aifa, seguendo l’esempio di altri paesi europei, ha disposto lo stop precauzionale all’inoculazione del vaccino anglo-svedese di AstraZeneca, la Procura di Lagonegro (Potenza) ha disposto il sequestro della salma di un vigile urbano 62enne di Vibonati (Salerno), Michele Quintiero.

Lunedì sera, intorno alle 20:30, Quintiero è stato colto da un malore improvviso che ne ha provocato il decesso. Poche ore prima gli stata iniettata una dose del vaccino anti-Covid di Pfizer presso l’ospedale di Sapri.

Il direttore sanitario dell’ospedale di Sapri, Rocco Calabrese, ha chiarito sin dal primo momento che in realtà una correlazione tra il decesso e la somministrazione del vaccino non è possibile da appurare. “Siamo molto dispiaciuti per quanto accaduto, non è dimostrabile una relazione causale con la somministrazione del vaccino – ha spiegato Calabrese – tra l’altro risulta che il paziente fosse affetto da patologie pregresse di natura metabolica e cardiocircolatoria. Inoltre per il 62enne cosi’ come previsto dalle linee guida in ambito vaccinale, a vaccinazione eseguita, sono stati rispettati i 15 minuti di osservazione, nell’arco dei quali lo stesso non ha lamentato nessun disturbo”.

IL CASO SONIA BATTAGLIA A NAPOLI – E’ invece ricoverata in terapia intensiva all’ospedale del Mare di Napoli Sonia Battaglia, 54enne originaria di San Sebastiano al Vesuvio (Napoli) e segretaria dell’Itis Enrico Medi di San Giorgio a Cremano. 

La donna è finita in ospedale una decina di giorni dopo aver ricevuto la prima dose di AstraZeneca appartenente allo stesso lotto (ABV5811) sequestrato in tutta Italia da parte dei Nas su disposizione della procura di Biella dopo il decesso del professore di musiva avvenuto a 24 ore dal vaccino. Battaglia, sottolineano i figli e il fratello, non aveva particolari patologie pregresse ed al momento le sue condizioni sarebbero gravissime.

Si è vaccinata il primo marzo scorso ed era inserita nelle graduatorie gestite dall’Asl Napoli 2 nord. Due giorni dopo la dose di Astrazeneca ha iniziato ad avere la febbre. Sintomi – spiegano i familiari – considerati “normali” dal medico di base. Al terzo giorno “mia mamma – spiega Raffaele Conte – ha iniziato a vomitare senza sosta, abbiamo chiamato l’ambulanza con i sanitari che le hanno messo una flebo per recuperare tutti i liquidi che stava perdendo”. Nei giorni successivi “mia mamma dormiva in continuazione e non riusciva a parlare, si addormentava mentre parlava”.

“La sera del 12 marzo abbiamo richiamato l’ambulanza la quale dopo aver controllato i parametri vitali si è rifiutata di portarla in ospedale e tenerla sotto controllo. La mattina seguente ovvero sabato 13 marzo ho chiesto a mia madre di muoversi e di alzare la gamba sinistra, lei era convinta di riuscire ad alzarla ma invece era totalmente immobile. L’ho presa in braccio e portata al pronto soccorso dell’Ospedale del Mare dove è entrata immediatamente e le hanno fatto una tac alla testa che ha evidenziato una emorragia cerebrale. Poi ci hanno detto che aveva anche una occlusione dell’aorta causata da una placca. Ma non era finita, due ore dopo ci hanno detto che ha avuto dei trombi polidistrettuali e anche un infarto. A quel punto è stata messa in coma farmacologico e ora è in terapia intensiva. I medici non trovano una spiegazione, mia mamma era sanissima”.

Il figlio Raffaele spiega che “mamma non voleva andarci a fare il vaccino, era molto spaventata, poi per senso civico, per riguardo verso gli alunni e i colleghi ha deciso di aderire”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia