L’Italia sulla scia della Germania (e successivamente della Francia). Anche nel nostro Paese è stato sospeso “in via del tutto precauzionale e temporanea, in attesa dei pronunciamenti dell’Ema” l’utilizzo del vaccino anglo-svedese di AstraZeneca. Una decisione assunta “in linea con analoghi provvedimenti adottati da altri Paese europei. Ulteriori approfondimenti sono attualmente in corso”. Al momento in Europa infatti oltre all’Italia anche Francia, Germania, Paesi Bassi, Bulgaria, Danimarca, Novergia, Islanda eIrlanda hanno adottato la stessa linea.

L’Aifa, “in coordinamento con Ema e gli altri Paesi europei, valuterà congiuntamente tutti gli eventi che sono stati segnalati a seguito della vaccinazione”.

L’Agenzia italiana del farmaco “renderà in linea con analoghi provvedimenti adottati da altri Paese europei Ulteriori approfondimenti sono attualmente in corso”. L’Aifa, “in coordinamento con Ema e gli altri Paesi europei, valuterà congiuntamente tutti gli eventi che sono stati segnalati a seguito della vaccinazione”.

Un duro colpo alla campagna di vaccinazione, che già procede a rilento in Italia tra scarse quantità di dosi e una ‘macchina’ ancora da rodare dopo il cambio di passo voluto dal nuovo commissario all’emergenza Figliuolo.

La sospensione italiana potrebbe durare poche ore: la commissione sicurezza dell’Agenzia europea del farmaco domani rivedrà ulteriormente le informazioni raccolte e per giovedì 18 marzo ha indetto una riunione straordinaria per” trarre conclusioni dalle informazioni raccolte e su eventuali ulteriori azioni che potrebbe essere necessario adottare”, riferisce la stessa Ema in una nota.

“L’indagine dell’Ema è continuata anche nel fine settimana e un’analisi rigorosa di tutti i dati connessi a eventi tromboembolici sarà compiuta nei prossimi giorni. Gli esperti stanno analizzando in grande dettaglio tutti i dati disponibili e le circostanze cliniche intorno ai casi specifici per determinare se il vaccino possa aver contribuito o se sia probabile che l’evento sia stato dovuto ad altre cause”, spiega l’Ema, dopo avere sottolineato che è “una precauzione” la decisione di diverse autorità responsabili delle campagne di vaccinazione nazionali in Ue di sospendere l’uso di AstraZeneca. I casi di trombi sanguigni si sono verificati “in un numero molto piccolo di persone che hanno ricevuto il vaccino”, “molte migliaia di persone sviluppano ogni anno trombi sanguigni nell’Ue per diverse ragioni” e “il numero complessivo di eventi tromboembolici nelle persone vaccinate sembra non essere più alto di quello rilevato nella popolazione generale“, aggiunge l’Ema

LE RASSICURAZIONI DI DOMENICA – Soltanto domenica Giorgio Palù, presidente Aifa (Agenzia italiana del farmaco), intervenendo a ‘In mezz’ora in più’ su Rai3 aveva rassicurato sulla sicurezza del vaccino di Oxford e sulla presunta correlazione con alcuni decessi avvenuti in questi giorni tra persone al quale era stato somministrato.

Non c’è “nessuna correlazione, nessun nesso causale, se non una relazione temporale”, tra la somministrazione del vaccino AstraZeneca e la morte di alcune persone vaccinate con questo farmaco. “C’è molta emotività” su queste vicende che riguardano le vaccinazioni, “e questo vale anche per le vaccinazioni AstraZeneca”, aveva detto Palù sottolineando che nel caso verificatosi in Austria “si trattava di emopatia, e nel caso di Napoli c’è stato un infarto intestinale, mentre in Sicilia è ancora da conoscere l’esito dell’autopsia”.

Il presidente dell’Aifa aveva poi ricordato i numerosi studi valutativi e la somministrazione di milioni di dosi di vaccino AstraZeneca in Gran Bretagna, senza che si siano registrati incidenti tromboembolici o mortali correlati. I casi di tromboemoblia sono stati su 11 milioni 250 circa, e siamo ben al di sotto dell’incidenza di questi fenomeni nella popolazione normale, soprattutto negli anziani, cioè circa uno su mille. Bisogna essere molto cauti”, aggiunge.

IL SEQUESTRO DEL LOTTO DA BIELLA – Poche ore prima della decisione di Aifa era arrivato l’intervento della Procura della Repubblica di Biella che, nell’ambito del fascicolo aperto per omicidio colposo sulla morte di Sandro Tognatti, 57enne docente di clarinetto al conservatorio di Novara morto il 14 marzo, l’indomani della dose di AstraZeneca somministrata all’insegnante, aveva disposto il sequestro in tutta Italia dell’intero lotto ABV5811, cui apparteneva la fiala utilizzata.

carabinieri dei Nas stavano infatti procedendo, su tutto il territorio nazionale, all’esecuzione del decreto di sequestro emesso dalla procura. Le attività dei carabinieri Nas sono effettivamente in corso di svolgimento presso tutti gli Hub di distribuzione e i centri di vaccinazione ove sono state consegnate complessivamente 393.600 dosi, al fine di porre a vincolo i quantitativi non ancora somministrati e presenti in giacenza.

Nel comunicare le motivazioni del sequestro, gli stessi magistrati evidenziano come “allo stato non vi sia alcuna evidenza scientifica che permetta di stabilire con certezza la sussistenza di fattori causali o concausali tra la somministrazione del vaccino “AstraZeneca” e il decesso di Tognatti Sandro”. Il sequestro a livello nazionale del lotto di AstraZeneca si deve solo alla “concomitanza temporale tra il decesso del predetto e la somministrazione del vaccino rientrante nel lotto ABV5811, unitamente all’assenza di patologie pregresse o concomitanti ‘gravi’”, che per i magistrati “non può escludere, allo stato,- la sussistenza di nesso eziologico tra i due fenomeni e la conseguente ravvisabilità del delitto ipotizzato”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia