Davide Villa aveva 50 anni. È morto all’improvviso, 12 giorni dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca. Il caso viene affiancato a quello di Stefano Paternò, il militare morto nella notte tra lunedì e martedì a Misterbianco, in provincia di Catania. Paternò aveva ricevuto la prima dose del preparato il giorno prima. Non è possibile al momento affermare se ci sia un nesso tra il vaccino e i due decessi.

Villa era agente della squadra mobile di Catania. Era arrivato al reparto d’eccellenza, la prima sezione, Sco, criminalità organizzata. Era fratello di Fabrizio Villa, noto fotografo e reporter. È morto 12 giorni fa. La Procura di Catania al momento ha aperto un fascicolo senza indagati con l’ipotesi di omicidio colposo. Le indagini sono state delegate dal procuratore Carmelo Zuccaro ai carabinieri del Nas di Catania.

“Al poliziotto è stata somministrata una dose proveniente dallo stesso lotto di cui l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha deciso in via precauzionale di emettere un divieto di utilizzo su tutto il territorio nazionale”, scrive l’ansa.it. Dallo stesso lotto ABV2856 la dose inoculata al militare Stefano Paternò. “A seguito della segnalazione di alcuni eventi avversi gravi, in concomitanza temporale con la somministrazione di dosi appartenenti al lotto ABV2856 del vaccino AstraZeneca anti COVID-19, Aifa ha deciso in via precauzionale di emettere un divieto di utilizzo di tale lotto su tutto il territorio nazionale e si riserva di prendere ulteriori provvedimenti, ove necessario, anche in stretto coordinamento con l’EMA, agenzia del farmaco europea”, si legge nella nota dell’Aifa.

Villa è morto a causa di una trombosi e sfociata in una emorragia cerebrale. Il poliziotto avrebbe cominciato a sentirsi male il giorno dopo la somministrazione. Le sue condizioni sarebbero peggiorate fino al ricovero. Villa è morto lo scorso 7 marzo. Fondamentale comunque l’esito dell’autopsia cui è stato sottoposto il corpo del poliziotto per capire se il 50enne soffriva di precedenti patologie.

Al momento, lo ripetiamo, non ci sono evidenze che possano collegare il decesso alla somministrazione del vaccino. Sul caso di Paternò sono una decina le persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Siracusa. Il procuratore Sabrina Gambino ha iscritto nel registro degli indagati tutta la catena di distribuzione, a partire dalla società produttrice AstraZeneca fino al personale sanitario dell’ospedale militare. L’accusa è di omicidio colposo.

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