“A seguito della segnalazione di alcuni eventi avversi gravi, in concomitanza temporale con la somministrazione di dosi appartenenti al lotto ABV2856 del vaccino AstraZeneca anti COVID-19, Aifa ha deciso in via precauzionale di emettere un divieto di utilizzo di tale lotto su tutto il territorio nazionale e si riserva di prendere ulteriori provvedimenti, ove necessario, anche in stretto coordinamento con l’EMA, agenzia del farmaco europea”. Così in una nota l’Aifa, comunica la sospensione dell’inoculazione del lotto di vaccino che è diverso da quello distribuito in 17 Paesi europei e bloccato da 5, ultima oggi la Danimarca, anche in questi casi per eventi avversi di tipo trombotico.

Secondo quanto appreso dall’Agi sarebbero stati tre casi di trombosi dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca, registrati in Sicilia, a indurre l’Aifa a imporre lo stop cautelativo per il lotto in questione. “AIFA sta effettuando tutte le verifiche del caso, acquisendo documentazioni cliniche in stretta collaborazione con i NAS e le autorità competenti. I campioni di tale lotto verranno analizzati dall’Istituto Superiore di Sanità”, continua la nota.

Un caso sospetto, legato alla decisione dell’Aifa di vietare l’utilizzo sul territorio nazionale le dosi del lotto ABV2856 del vaccino AstraZeneca dopo la segnalazione di alcuni “eventi avversi gravi”, sarebbe stato registrato in Sicilia. Un militare in servizio ad Augusta (Sr), Stefano Paterno’,43 anni, originario di Corleone, ma residente a Misterbianco (Ct) è morto ieri mattina per un arresto cardiaco nella sua abitazione. Il militare il giorno precedente si era sottoposto alla prima dose di vaccino dello stesso lotto a cui fa riferimento l’Aifa. Sul caso la Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia.

Al momento non è stato stabilito “alcun nesso di causalità” tra la somministrazione del vaccino AstraZeneca e “alcuni eventi avversi gravi” verificatisi in concomitanza con la somministrazione del vaccino di cui anche in Italia è stato sequestrato un lotto.

IL MILITARE DECEDUTO IN SICILIA – Stefano Paternò, 43 anni, originario di Corleone, ma residente a Misterbianco (Ct) è martedì 9 marzo per un arresto cardiaco nella sua abitazione. Il militare, in servizio ad Augusta (Siracusa), il giorno precedente si era sottoposto alla prima dose di vaccino anti covid AstraZeneca. Paternò era sposato ed era padre di due figli. La Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta.

“Dalla prima ispezione cadaverica sembra che il militare sia deceduto per un arresto cardiaco – dice il procuratore di Siracusa, Sabrina Gambino – Al momento non c’è alcun rapporto causa effetto ma possiamo solo rilevare una coincidenza cronologica. Dobbiamo attendere l’esito dell’autopsia per avere un quadro più chiaro”. Dell’esame autoptico si occupa la Procura di Catania su rogatoria. Al momento non ci sono evidenze che possano collegare il decesso alla somministrazione del vaccino.

LA PROFESSORESSA MANTILE – La professoressa Annamaria Mantile, docente scomparsa a 62 anni lo scorso 2 marzo a Napoli, come si sospettava non è deceduta per le conseguenze della vaccinazione, ricevuta quattro giorni prima al Vaccine Center della Mostra D’Oltremare. La morte della prof. Mantile aveva colpito il quartiere Vomero, dove viveva e insegnava inglese all’Istituto Comprensivo Pavese. Un decesso che aveva fatto discutere e ‘alzare la testa’ ad un vasto universo di no-vax che avevano collegato la sua improvvisa scomparsa alla somministrazione del vaccino avvenuta pochi giorni prima.

Già in un primo momento non erano state riscontrate correlazione tra i due eventi, ma l’inchiesta aperta dopo la denuncia dei familiari ha chiarito ogni ulteriore dubbio. Come scrive Il Mattino, la tragica scomparsa è stata causata da un infarto intestinale improvviso mentre la professoressa era nella sua abitazione, seguito ad un prolungato stato di malessere accompagnato da vomito biliare e alimentare. Questo il risultato dell’autopsia, che ha escluso quindi qualsiasi correlazione col vaccino AstraZeneca, svolta presso la sala settoria giudiziaria dell’ospedale di Giugliano. A svolgere l’esame un collegio di periti nominati dalla Procura di Napoli dopo la denuncia sporta dai familiari della donna.

Fatale per la professoressa Mantile, secondo quanto emerso dall’esame svolto dal collegio formato da Pietro Tarsitano, direttore dell’Unità operativa complessa di Medicina legale dell’azienda ospedaliera Cardarelli di Napoli, Antonio Perna, anatomo e istopatologo, Francesco Diurno, rianimatore nonché cardiologo e Giuseppe Morelli, Infettivologo dirigente dell’azienda ospedaliera dei Colli, è stato lo shock emorragico e arresto cardiocircolatorio conseguente una “ernia strozzata”.

IL CASO DELLA DANIMARCA – In Danimarca la sospensione, come riferito dal Copenaghen Post, durerà 14 giorni ed è decritta come misura precauzionale. “Siamo nel mezzo del più grande e importante lancio di vaccinazioni nella storia danese e abbiamo bisogno di tutti i vaccini su cui possiamo mettere le mani, quindi non è una decisione facile mettere in pausa i vaccini”, ha detto Soeren Brostroem, responsabile dell’autorità sanitaria. “Dobbiamo chiarire, prima di continuare a utilizzare il vaccino AstraZeneca”, ha aggiunto.

Poco dopo la Danimarca, anche Norvegia e Islanda hanno sospeso per precauzione e fino a nuovo avviso l’uso del vaccino AstraZeneca contro il Covid-19 a causa dei timori legati alla formazione di coaguli di sangue, nonostante le rassicurazioni dell’Agenzia europea del farmaco, Ema, e del produttore. La decisione danese, così come quella dell’Islanda e della Norvegia, riguardano temporaneamente tutti i vaccini AstraZeneca a loro disposizione.

Sul caso è intervenuto questa mattina il direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, parlando al convegno organizzato dalla Uil, ‘Vaccino per tutti!’. “Arrivano notizie non confortanti dalla Danimarca rispetto alla sospensione di un vaccino (di Astrazeneca, ndr) e questo non ci aiuta”, perché “aumenta l’incertezza dei cittadini rispetto all’utilizzo di questo o quell’altro vaccino o di una supposta classificazione di vaccini cosiddetti di serie A e serie B“, ha detto Vaia.

Già domenica scorsa l’ufficio austriaco per la sicurezza sanitaria aveva reso noto di aver sospeso la somministrazione di un particolare lotto di vaccini AstraZeneca, il numero ABV5300, a seguito del decesso di una donna ed al ricovero di una seconda a causa di un’embolia polmonare dopo la somministrazione di due dosi del vaccino.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.