La parola chiave è una, anzi due: scudo penale. È quello che invocano i medici italiani attraverso le parole del presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, Filippo Anelli. Una richiesta fondamentale dopo le inchieste nate in Sicilia e in Campania a seguito del decesso di alcune persone sottoposte a vaccinazione anti-Covid, nonostante le precisazioni di Aifa e AstraZeneca sulla sicurezza del vaccino e della mancata correlazione tra inoculazione e decesso per trombosi.

L’iscrizione nel registro degli indagati dei vaccinatori dopo gli “eventi avversi” avvenuti dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca poi sospeso dall’Aifa sta generando apprensione e ansia nel personale medico. “La magistratura fa il suo doveroso lavoro e sono ‘atti dovuti’ ma serve mettere in serenità gli operatori e pensare a “una sorta di ‘scudo penale’, un intervento legislativo idoneo, senza sconvolgere i nostri principi democratici, per dare in questa fase emergenziale la possibilità al medico di potersi esimere dai problemi di carattere colposo”, ha chiarito Anelli all’Ansa.

L’obiettivo è quello di ottenere lo stesso trattamento di Ilva e bancari: i nuovi gestori dell’impianto siderurgico lo chiedevano per tutelarsi dalle inchieste sull’inquinamento degli anni precedenti, i bancari quando il governo quando l’esecutivo si impegnò a garantire finanziamenti senza imporre agli istituti di credito approfondite analisi per le richieste di prestito.

Impossibile non comprendere i timori dei medici, che rischiano incredibilmente l’accusa da parte dei magistrati di omicidio colposo, un reato che prevede fino a sette anni di carcere. Anelli rilancia così gli appelli già lanciati in questi giorni dai sindacati Anaoo-Assomed e Fimmg: “I rischi di fronte a grandissimi numeri sono sempre possibili ma penso che il Parlamento a questo punto, e lo avevamo già chiesto nella prima fase, debba pensare, seriamente a un intervento legislativo che doni un po’ di tranquillità e serenità alla professione”.

Una professione che ha già visto ‘cadere’ per il Covid oltre 330 professionisti non può infatti sostenere anche un rischio giudiziario di fronte ad una emergenza sanitaria mai vista prima. “Non è accettabile il fatto che ricadano sulle loro spalle quelli che, anche solo a livello di indagini per escludere una correlazione, sono gli inevitabili rischi di una campagna vaccinale di questa portata, che coinvolgerà tutti i cittadini che lo vorranno”, sottolinea infatti Anelli.

Per il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri dunque “alla straordinarietà del contesto bisogna rispondere con un provvedimento straordinario e urgente, che, in tempi rapidi, restituisca la necessaria serenità ai professionisti e garantisca la vaccinazione ai cittadini. Chiediamo al governo Draghi e a tutte le forze politiche di mettere in campo norme che, esimendo i medici dalla responsabilità penale di carattere colposo, tutelino sia i professionisti sia i pazienti”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia