La parola d’ordine viene ripetuta come un mantra sin da giovedì pomeriggio dall’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, e dall’Aifa, la sua controparte italiana: non agitarsi e non farsi prendere dal panico.

La prima reazione infatti alla notizia della sospensione in via precauzionale della somministrazione di un lotto del vaccino anti-Covid di AstraZeneca in Italia, quello riconoscibile dal codice ABV5300, è stato di panico generalizzato, alimentato ad arte anche da titoli strillati dei giornali italiani e dai social presi d’assalto da no-vax e “scettici”.

La sospensione da parte dell’Aifa è arrivata a seguito “della segnalazione di alcuni eventi avversi gravi, in concomitanza temporale con la somministrazione di dosi appartenenti al lotto ABV2856 del vaccino AstraZeneca”. Pur non essendoci notizie ufficiali, le principali agenzie di stampa hanno associato lo stop al decesso per trombosi di tre militari in Sicilia “ai quali erano state somministrate le dosi dal lotto indicato”.

In realtà su questi casi non c’è ancora chiarezza e associarli al lotto di AstraZeneca appare attualmente fuorviante: la correlazione nel caso del decesso del carabiniere Giuseppe Maniscalco a Trapani è stata già esclusa dall’autopsia, mentre per quanto riguarda il decesso del sottufficiale della Marina militare Stefano Paternò ad Augusta, avvenuta dopo la prima dose di vaccino, è in corso l’indagine di rito. Altro caso sul quale la procura di Catania ha aperto un fascicolo al momento senza indagati è relativo al decesso di Davide Villa, agente della Squadra mobile, deceduto 12 giorni fa dopo l’inoculazione del vaccino proveniente sempre dal lotto oggi vietato, ma anche in questo caso non vi sono attualmente prove di una correlazione.

Sono poi i numeri forniti dall’Ema a rassicurare su un presunto collegamento tra vaccino e trombosi: nell’Unione Europea sono stati rilevati 30 casi su quasi 5 milioni di individui vaccinati con AstraZeneca, mentre nel Regno Unito su 11 milioni dello stesso vaccino sono stati rilevati tre decessi e 45 trombosi tra i vaccinati. Inoltre non c’è alcuna evidenza che in questi 30 casi europei di trombosi siano correlati al vaccino: l’azienda farmaceutica anglo-svedese ha ricordato come il numero di trombosi “è significativamente più bassa tra i vaccinati rispetto a quanto ci si attenderebbe nella popolazione in generale”.

Ancora l’Agenzia europea del farmaco ha precisato che i benefici del vaccino AstraZeneca continuano a superare i suoi rischi, e che può essere somministrato mentre sono in corso le indagini. Altri Paesi, come la Spagna e la Francia, non hanno infatti sospeso le somministrazioni: il numero di eventi tromboembolici nelle persone vaccinate non è superiore al numero osservato nella popolazione generale.

Nonostante quindi le ampie rassicurazioni e la scelta prudente di sospendere l’utilizzo del lotto, la paura la fa da padrona tra chi dovrebbe ricevere il vaccino di AstraZeneca, ovvero in ordine di priorità docenti e forze dell’ordine.

Tra i colleghi c’è molta preoccupazione”, ha raccontato a LaPresse Armando D’Amato, un vigile urbano di Napoli, dell’Unità operativa di Fuorigrotta. “Mi sono vaccinato lunedì – spiega -, all’ospedale San Giuliano di Giugliano in Campania, Asl Napoli 2 Nord. Con me c’erano altri colleghi. Dopo aver letto della notizia del ritiro del lotto AstraZeneca mi sono reso conto che era la stessa che mi hanno somministrato”. D’Amato poi sottolinea come per precauzione abbia subito allertato il suo cardiologo: “Sono stato tranquillizzato dal mio medico, al momento ho solo alcuni effetti collaterali, come decimi di febbre, dolore alle ossa e spossatezza”.

Per quanto riguarda invece i cittadini che si sono già sottoposti alla vaccinazione col lotto sospeso di AstraZeneca, in Campania la Regione tramite l’Unità di crisi ha comunicato l’avvio dei controlli su tutti coloro ai quali è stata somministrata la dose AstraZeneca appartenente al lotto ritirato, non segnalando però “nessun evento avverso” fino ad oggi.

La procedura da tenere in caso di effetti avversi dopo la somministrazione del vaccino la spiega all’AdnKronos Salute l’immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud della Fondazione italiana di medicina personalizzata: “Il blocco dell’Aifa è solo precauzionale per alcuni casi registrati in Sicilia – evidenzia -. Tuttavia, per chi è stato vaccinato con il lotto in questione potrebbe essere utile controllare, d’intesa con il suo medico curante, i parametri della coagulazione”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia